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Genova
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mwigGenova (mwiwmwjaAFI: /ˈd͡ʒɛnova/ , localmente /ˈd͡ʒenova/; in mwkaligure mwkqZénacite-ref-5[5] [ˈzeːna]cite-ref-0-6-0[6]) è un mwmwcomune italiano di mwna566 343 abitanti,cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] mwoqcittà metropolitana di mwog862 175 abitanti,cite-ref-7[7] capoluogo della regione mwpwLiguriacite-ref-8[8] e cuore di mwrauna vasta area metropolitana diffusa che include il territorio centrale ligure, i mwrqcomuni rivieraschi delle province limitrofe e aree extraregionali storicamente, socialmente ed economicamente integrate, come l'mwrgOltregiogo, per oltre 1,6 milioni di abitanti.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12] È il più grande e popoloso comune ligure,cite-ref-13[13] il terzo del mwwwNord Italia e il sesto del mwxaPaese per popolazione e la mwxqterza metropoli italiana per estensione comunale.cite-ref-14[14]
Affacciata sul mwywMar Ligure, Genova è stata la capitale di una delle mwzarepubbliche marinare dall'XI secolo al 1797. In particolare, dal XII al XVmwzq secolo, la città ha svolto un ruolo di primo piano nel commercio in Europa, diventando, all'epoca, una delle più grandi potenze navali del continente e considerata tra le città più ricche del mondo.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] Fu anche soprannominata mwbgla Superba da mwbwFrancesco Petrarca.cite-ref-17[17]
Genova è uno dei maggiori centri mwdqeconomico-mwdgproduttivi d'mwdwItalia (insieme a mweaMilano e mweqTorino componeva il mwegtriangolo industriale negli anni del mwewboom economico), nonché uno dei principali poli mwfauniversitari, mwfqscientifici, mwfgculturali, mwfwartistici, mwgamusicali, mwgqenogastronomici, mwggfieristici, mwgwturistici e mwhasportivi del Paese. Il suo mwhqporto è per molte ragioni il più grande, importante e famoso d'Italia e rappresenta la maggiore industria genovese nonché uno dei più importanti scali a livello mediterraneo ed europeo.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19] La città vanta anche una lunga tradizione in numerosi settori industriali, come quelli dell'mwjgindustria pesante, della mwjwcantieristica navale, della mwkasubacquea e dell'mwkqindustria alimentare. Genova è inoltre un affermato polo mwkgcrocieristico, mwkwbancario-mwlaassicurativo e delle mwlqtecnologie delle comunicazioni. Patria dei mwlgjeans, sede della mwlwsocietà calcistica italiana più antica fra quelle in attività, il suo nome è legato a quello di mwmapersonaggi storici di importanza mondiale e a diversi prodotti simbolo del mwmqmwmgMade in Italy come il mwmwbasilico, il mwnapesto, la mwnqfocaccia, la mwngfarinata e la mwnwnautica.
Sede nel 1992 dell'mwoqExpo e nel 2001 del mwogG8, nel 2004 è stata mwowcapitale europea della cultura.cite-ref-20[20] Il centro storico di Genova, la Città Vecchia corrispondente al nucleo medievale, è fra i più densamente popolati d'Europa ed è conosciuto per i suoi caratteristici vicoli stretti (mwqacaruggi in genovese). Una parte del centro storico, nello specifico mwqqle Strade Nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli di Genova, è dal 2006 compresa tra i siti mwqgPatrimonio mondiale dell'umanità tutelati dall'mwqwUNESCO.cite-ref-21[21] La sua mwsauniversità ha una storia che risale al XV secolo.
Il simbolo "fisico" della città è il suo faro, conosciuto come mwsgla Lanterna, mentre viene tradizionalmente rappresentata dalla mwswCroce di San Giorgio, negli stemmi sorretta da due mwtagrifoni.
Nel 2023 è stata proclamata mwtgCapitale italiana del libro e nel 2024 mwtwCapitale europea dello sport.cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]
Contents
• Clima
• Storia
• Origini
• Simboli
• Società
• Media
• Stampa
• Cultura
• Musei
• Teatri
• Eventi
• Musica
• Cucina
• Economia
• Turismo
• Strade
• Ferrovie
• Porti
• Sport
• Note
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Geografia fisica
La città trova collocazione nella parte centrale e interna dell'mwwwomonimo golfo che si affaccia sul mwxamar Ligure.
È situata tra la costa e i rilievi dell'mwxgAppennino ligure-genovese,cite-ref-pianourban-24-0[24] che ha un'altezza media di circa 1200 mwywm. s.l.m. ed è formato da rocce facilmente erodibili, con cime arrotondate e versanti ripidi, incisi da valli scoscese. Nelle valli che si sviluppano in maniera prevalentemente longitudinale, scorrono i torrenti come il mwzaPolcevera e il mwzqBisagno e, fuori dal territorio comunale, il mwzgLavagna, che per la brevità del versante marittimo non raggiungono mai lunghezze di rilievo.
L'ineguale distribuzione delle piogge, il carattere impermeabile del suolo e il mw0adissesto idrogeologico che caratterizza il territorio urbano, sono fattori che hanno contribuito a rendere irregolare il regime di questi corsi d'acqua, che alternano piene improvvise e violente con periodi di magra. I rilievi che cingono la città, bloccando parzialmente i venti freddi provenienti da nord, permettono di avere inverni soleggiati e luminosi, con temperature meno basse che a mw0qMilano o a mw0gTorino, ed estati calde e non afose grazie alle brezze marine e alle piogge che sfiorano i 1000mw0w mm annui.cite-ref-25[25]
Territorio
Il territorio del comune di Genova si estende per 240,29mw4w km² al centro dell'mw5aomonimo golfo e si sviluppa su una fascia litoranea lunga circa trenta chilometri, da mw5qVoltri a mw5gNervi, con uno sviluppo quasi uguale da ponente a levante, alle cui spalle si ergono rilievi, anche di notevole altezza, in immediata prossimità del mare. Il territorio, con il suo golfo, la costa e le alture, vede l'alternarsi di diversi paesaggi naturali e caratteristiche ambientali.
La zona costiera del ponente, fortemente urbanizzata e al servizio dell'industria e del porto, in epoca preindustriale presentava le principali spiagge dell'attuale territorio comunale: Sestri, Cornigliano e Sampierdarena.cite-ref-26[26]
Il territorio urbano, oltre che lungo la costa, si inoltra verso l'interno lungo i solchi della mw7qval Polcevera a ponente e della mw7gval Bisagno, a levante, formando una sorta di mw7wPi greco rovesciato. La prima più ampia, quasi rettilinea e perpendicolare alla costa, la seconda con un percorso orientato dapprima a ponente, tra mw8aStruppa e mw8qMolassana e poi a sud-ovest sino alla mw8gFoce.
Nel percorrere le vallate del Polcevera e del Bisagno o la costa occidentale da mw9aSampierdarena a Voltri, disseminate di complessi abitativi e industriali, o quella orientale da mw9qAlbaro a Nervi, anche se più scarsa e frammentaria a causa di una diversa situazione orografica, si percepisce ancora la presenza di centri urbani culturalmente autonomi, corrispondenti ai comuni inglobati nel 1926 nella Grande Genova ma ancora ben distinguibili nel tessuto della moderna conurbazione amministrativa.cite-ref-tci-27-0[27]
Si delinea una suddivisione del territorio comunale in cinque zone: il centro, la mw-wval Polcevera, la mw-aval Bisagno, il ponente e il levante.
• La mw-wparte più antica della città fino alla costituzione della mwaqaGrande Genova rappresentava l'intero territorio comunale, è racchiusa entro l'anfiteatro collinare coronato dalle mwaqemura seicentesche; l'area urbanizzata si estende anche verticalmente, risalendo dal porto fino ai quartieri residenziali di mwaqiCarignano e mwaqmCastelletto, collegati con il centro da ripidi percorsi pedonali denominati "mwaqqcrêuze", mwaquascensori pubblici e funicolari, oltre che da un complesso sviluppo stradale.cite-ref-pianourban-24-1[24]cite-ref-tci-27-1[27] Il centro storico si caratterizza per la massiccia urbanizzazione del territorio e la presenza centrale del mwaq4porto, che con le sue strutture occupa completamente l'affaccio sul mare. Nel corso dei secoli, ma soprattutto a cavallo tra il XIX e il mwaq8XX secolo, sulle colline soprastanti gli antichi mwarasestieri storici sono sorti quartieri signorili, come mwareCarignano e mwariCastelletto, ma anche popolari, come mwarmLagaccio e mwarqOregina, che hanno inglobato alcuni borghi preesistenti come mwaruGranarolo. Solo la parte sommitale della collina è stata preservata dalla cementificazione, grazie anche alla presenza di servitù militari legate al complesso delle mwarymura e fortificazioni e alla valorizzazione di questi manufatti dopo la loro dismissione dal demanio militare. Nella ripartizione amministrativa in vigore dal 2007 il centro è diviso in due "mwarcMunicipi". Il Municipiomwarg I - Centro Est comprende i quartieri più antichi della città e le aree collinari dell'espansione urbanistica otto-novecentesca, il Municipiomwark II - Centro Ovest comprende parte dell'antico sestiere di mwaroSan Teodoro, unito a mwarsSampierdarena, la principale delle cittadine industriali esterne alle mura inglobate nel 1926.
• La mwasmval Polcevera si sviluppa perpendicolarmente alla linea di costa, con un andamento piuttosto lineare, ed è da sempre la principale via di accesso a Genova dalla pianura padana, un tempo attraverso i passi appenninici dei mwasqGiovi e della mwasuBocchetta, ai quali si sono aggiunti nell'Ottocento le due mwasylinee ferroviarie per Torino e Milano e nel Novecento l'mwascautostrada A7. È una valle ampia e soleggiata, formata dall'incontro dei torrenti mwaskVerde e mwasoRiccò a mwassPontedecimo. La sponda sinistra è quella più densamente popolata, sia lungo il torrente sia nei quartieri collinari; la sponda destra è occupata prevalentemente da attività industriali, magazzini e centri commerciali. Sulle alture sopravvivono paesi collinari di antica origine come mwaswCesino, San Biagio mwas0Murta, mwas4Trasta e Fegino sul versante destro, Morego, Cremeno, Brasile, Geminiano e Begato, Garbo e Fregoso su quello sinistro; tutti questi paesi si trovavano un tempo lungo le vie di transito dirette oltre Appennino, che privilegiavano i percorsi collinari rispetto al fondovalle, reso infido dalle frequenti esondazioni dei torrenti. Sulla valle domina il mwas8Monte Figogna (804mwata m), sulla cui cima sorge il mwateSantuario di Nostra Signora della Guardia. La val Polcevera, formata dalle ex circoscrizioni di mwatiRivarolo, mwatmBolzaneto e mwatqPontedecimo, costituisce il Municipiomwatu V - Valpolcevera.
• Il ponente cittadino è una sottile fascia pianeggiante alle cui spalle si innalzano monti che superano anche i 1000mwatw m e culminano nel mwat0monte Reixa (1183 mwat4 m), punto più alto del territorio comunale, che in questa zona raggiunge e in alcuni punti oltrepassa lo mwat8spartiacque appenninico (in corrispondenza dell'alto corso del torrente mwauaStura) e arriva a confinare (unico comune ligure fra quelli con accesso al mare) direttamente con il mwauePiemonte (comune di mwauiBosio). Nel corso dei secoli luogo di villeggiatura delle famiglie patrizie genovesi (ne sono testimonianza tra le altre la mwaumvilla Duchessa di Galliera a Voltri, la mwauqvilla Durazzo-Pallavicini a mwauuPegli e la mwauyvilla Durazzo Bombrini a mwaucCornigliano), il ponente è stato per lo più sacrificato nel corso del XX secolo allo sviluppo dell'industria pesante (siderurgica, chimica, cantieristica navale) e del mwaugporto di Pra', che ha finito per occupare con le sue infrastrutture quasi interamente il litorale. Residui tratti di spiaggia restano a mwaukPegli, mwauoMultedo e mwausVoltri. A partire dagli anni 2000 sono stati effettuati alcuni interventi volti a bilanciare vivibilità e progresso, come il recupero della cosiddetta "fascia di rispetto" di mwauwPra', la riconversione delle aree ex-siderurgiche di mwau0Cornigliano, fino all'ambizioso progetto del parco scientifico tecnologico sulla collina degli mwau4Erzelli, sulle alture di Cornigliano. Nelle vallate del ponente rimangono numerose testimonianze delle prime attività manifatturiere di età moderna, come cartiere e cave di calce, circondate dai resti degli antichi mwau8terrazzamenti agricoli, come del resto nella val Polcevera e nella val Bisagno.cite-ref-tci-27-2[27] Il ponente è diviso tra il Municipio VI - Medio Ponente (mwavqCornigliano e mwavuSestri Ponente) e il Municipiomwavy VII - Ponente (mwavcPegli, mwavgPra' e mwavkVoltri).
• La mwawaval Bisagno ha un andamento sinuoso ed è maggiormente stretta tra le sue montagne rispetto alla val Polcevera. Il torrente entra nel territorio comunale all'altezza di Prato, nel quartiere di mwaweStruppa, si dirige per un tratto verso ponente fino al quartiere di mwawiMolassana, dove vira in direzione sud-ovest verso mwawmStaglieno. In questo primo tratto gli abitati sorgono per lo più sulla sponda destra del torrente, maggiormente esposta al sole, dove sono numerose frazioni che hanno in gran parte conservato il loro aspetto rurale. La parte inferiore della valle, inglobata nel comune di Genova con la prima espansione del 1873, è stata destinata fin da subito a ospitare infrastrutture legate a pubblici servizi: qui sorsero lo mwawqstadio Luigi Ferraris, il mwawucarcere di Marassi, il mwawycimitero monumentale di Staglieno, le officine del gas, il macello pubblico e il mercato ortofrutticolo, dal 2009 trasferito a Bolzaneto. Sui crinali che delimitano la valle sui due versanti sorgono due distinti sistemi di fortificazioni, costruiti fra il XVIII e il mwawcXIX secolo: il primo, sulla sponda destra, tra il forte Sperone e il forte Diamante; il secondo sulle alture di mwawgQuezzi. Dopo il cimitero di Staglieno il paesaggio diventa prettamente urbano: il Bisagno, stretto tra i palazzi, scorre in parte tombato fino a sfociare nei pressi della mwawkFiera di Genova. Le colline della val Bisagno, sul versante destro, sono attraversate dall'mwawoacquedotto storico, che fino alla fine dell'Ottocento assicurava il rifornimento idrico alla città prelevando acqua dal Bisagno e dai suoi affluenti. La val Bisagno è divisa tra il Municipiomwaws III - Bassa Valbisagno (mwawwSan Fruttuoso e mwaw0Marassi) e il Municipiomwaw4 IV - Media Valbisagno (mwaw8Staglieno e mwaxaMolassana e mwaxeStruppa).
• Il levante cittadino, antica sede di villeggiatura delle famiglie patrizie genovesi e diventata in seguito zona residenziale di pregio, ha conservato quasi intatta la sua costa, ricca di insenature, sulle quali si affacciano intatti borghi marinari come mwaxkBoccadasse e Vernazzola, e di scogliere, percorse da splendide passeggiate come quella di mwaxoNervi. Sullo sfondo domina il mwaxsmonte Fasce (846mwaxw m), che con il vicino monte Bastia protegge questa parte della città dai venti freddi orientali e dalla tramontana e dalla cui cima si può godere di un ampio panorama su tutto il levante cittadino. Il levante è diviso tra il Municipio VIII - Medio Levante (mwax0Foce, mwax4Albaro e mwax8San Martino) e il Municipiomwaya IX - Levante (Valle Sturla, mwayeQuarto, mwayiQuinto e mwaymNervi).
Orografia
Il territorio comunale presenta un'orografia piuttosto complessa, con numerose vallate che scendono verso il mare dallo spartiacque ligure-padano o di suoi contrafforti, separate da crinali con rilievi montuosi a quote tra 400 e mwayo1 200 metri di altezza che distano tra i 6 e i mways10 chilometri dal mare. L'mwaywIstat classifica il comune come appartenente alla zona altimetrica "montagna litoranea" (zona con presenza di rilievi con altitudini superiori ai mway0600 m).cite-ref-pianourban-24-2[24]
I rilievi più significativi si trovano nella zona di ponente, in particolare sul versante destro della valle del torrente Cerusa, contornato dal mwazmmonte Reixa, che con mwazq1 182 metri s.l.m. è il punto più alto del territorio comunale e dal mwazuBric del Dente (mwazy1107 m).cite-ref-pianourban-24-3[24]
Un altro importante sistema montuoso è, sempre a ponente, quello lungo il crinale tra la mwazwval Varenna e le valli dei torrenti Branega e Acquasanta, alle spalle del litorale Pegli, Pra' e Voltri, che culmina nell'altopiano del mwaz0monte Penello (mwaz4996 m) e nella mwaz8punta Martin (mwaaa1001 m). Si tratta di un'area caratterizzata da ripide vallette rocciose che culminano lungo i crinali in ampie praterie con affioramenti rocciosi. Alla testata della val Varenna il monte Proratado (mwaae928 m) sorge sul crinale con la val Polcevera.cite-ref-pianourban-24-4[24]
Altro rilievo del ponente è il mwaacmonte Gazzo (mwaag419 m), che domina l'abitato di mwaakSestri Ponente e sulla cui sommità sorge il mwaaoSantuario di Nostra Signora del Gazzo. Il monte è stato oggetto di una notevole attività estrattiva di pietra calcarea che ha pesantemente modificato il suo aspetto originario, distruggendo anche molte delle mwaasgrotte che si aprivano nei suoi fianchi.
Le valli del Polcevera e del Bisagno hanno alla loro testata rilievi prossimi o superiori ai mwaa01100 m (mwaa4monte Taccone e mwaa8monte Leco) ma il territorio di Genova ingloba solo la parte inferiore di queste valli, con rilievi di altezza più contenuta posti sulle dorsali laterali. Anche il mwabamonte Figogna (mwabe804 m), sul quale sorge il mwabiSantuario di Nostra Signora della Guardia, interamente compreso nella val Polcevera, che caratterizza il paesaggio dell'intera vallata, si trova nel comune di mwabmCeranesi. Lungo la dorsale di ponente, tra Polcevera e Chiaravagna, i rilievi maggiori compresi nel comune di Genova sono i monti Teiolo (mwabq660 m) e Rocca dei Corvi (mwabu582 m). Dopo quest'ultimo la dorsale scende rapidamente di quota, toccando mwabyBorzoli per concludersi con le colline di Colombara, mwabcCoronata e degli mwabgErzelli, affacciate su mwabkCornigliano.
La dorsale tra le due valli maggiori si distacca dallo spartiacque appenninico in corrispondenza del monte Alpe (mwabs800 m), compreso nel comune di Genova solo dal versante della val Bisagno. Il rilievo maggiore in questo tratto, il monte Diamante (mwabw672 m), su cui sorge l'mwab0omonimo forte, fa parte del comune di mwab4Sant'Olcese, mentre è nel comune di Genova il monte Spino (mwab8622 m), contrafforte rivolto verso la val Polcevera, su cui sorge il mwacaforte Fratello Minore. Il crinale scende gradualmente di quota fino al monte Peralto (mwace489 m), dove si trova il mwaciforte Sperone. Da questa altura, che costituisce il punto più alto dell'anfiteatro collinare che racchiude il centro storico di Genova, si dipartono le due dorsali, coronate dalle mura seicentesche. Quella polceverasca, a ponente, con i forti mwacmBegato, mwacqTenaglia e mwacuCrocetta, termina con i colli di mwacyBelvedere e degli Angeli, che un tempo proseguiva con quello di mwaccSan Benigno, completamente sbancato nella prima metà del Novecento, che chiudeva a mare la cerchia delle mura in corrispondenza della mwacgLanterna.
La dorsale rivolta verso la val Bisagno, con il mwacoforte Castellaccio e l'altura del mwacsRighi, scende anch'essa gradualmente fino alla piana del Bisagno e si conclude con il colle di mwacwCarignano, affacciato sul porto e sulla zona della mwac0Foce.
L'intero comprensorio che si estende intorno alle cinte murarie seicentesche convergenti sul forte Sperone costituisce il “Parco urbano delle Mura”.
Per quanto riguarda la val Bisagno, nella zona di mwaduStruppa il territorio comunale raggiunge lo spartiacque appenninico, con il mwadycolle di Creto (mwadc603 m), che conduce in mwadgAlta valle Scrivia, e alcuni rilievi significativi, come il già citato monte Alpe, il mwadkmonte Alpesisa (mwado989 m) e il monte Lago (mwadw941 m). Sul versante opposto, che divide la val Bisagno dalla mwad0valle Sturla, il rilievo principale è il monte Ratti (mwad4560 m), con l'mwad8omonimo forte. Questo crinale, con una serie di fortificazioni collinari, non collegate però da una cortina muraria (mwaeaforte Richelieu, mwaeeforte Quezzi e mwaeitorre Quezzi, mwaemforte Santa Tecla, mwaeqforte San Martino) digrada gradualmente verso la collina di mwaeuAlbaro e termina a mare con il mwaeyforte San Giuliano e costituisce con la sua parte non urbanizzata il “Parco urbano dei Forti”.
L'insieme delle fortificazioni collinari comprese nell'ambito dei due parchi urbani connota l'immagine di Genova da diversi punti di vista e rappresenta un importante valore storico e paesaggistico.cite-ref-pianourban-24-5[24]
Il levante genovese è caratterizzato dallo sfondo del mwae0monte Fasce (mwae4834 m), all'origine delle vallate dei diversi torrenti della zona. Nelle zone più alte il territorio si presenta aspro, con versanti ripidi e affioramenti rocciosi. I versanti esposti a sud mostrano praterie aride e sono privi di insediamenti, mentre isolati resti di piccole costruzioni testimoniano un antico uso agricolo di questi territori marginali. I versanti digradano rapidamente con una serie di contrafforti fino al mare. Tra questi il più conosciuto è il monte Moro (mwae8412 m), appena sopra l'abitato di Nervi, dove si trovano i resti di una mwafabatteria che faceva parte del sistema di mwafedifesa costiera durante la mwafiseconda guerra mondiale.cite-ref-pianourban-24-6[24]
Idrografia
Il territorio e le vallate della città sono percorsi da torrenti con bacini di diversa rilevanza. I più grandi scorrono lungo le omonime valli e sono il mwaf8Polcevera, a ovest del centro, con un bacino allargato e un percorso rettilineo sino al mare e, a est, il mwagaBisagno dal bacino più stretto e andamento più tortuoso. La città si è sviluppata urbanisticamente in queste due valli con quartieri residenziali, insediamenti produttivi e infrastrutture.
Nella mwagival Bisagno il principale affluente è il mwagmFereggiano, che attraversa mwagqQuezzi e mwaguMarassi, ma numerosi sono gli affluenti minori: sulla destra orografica Canate, Torbido, Geirato, Trensasco, Cicala e Veilino, sulla sinistra, oltre al Fereggiano, Lentro, Mermi e Noce, quest'ultimo interamente coperto.cite-ref-28[28]
Nella mwagsval Polcevera sono invece pochi gli affluenti compresi nel territorio genovese (si possono citare il Burba e il Geminiano a mwagwBolzaneto, il Pianego a mwag0Borzoli, il Torbella e il Maltempo a mwag4Rivarolo), mentre gli affluenti principali (mwag8Verde, mwahaRiccò e mwaheSecca) scorrono quasi interamente al di fuori del territorio comunale.cite-ref-29[29]
Nel levante i principali torrenti sono lo mwajySturla nella cui valle sono compresi i quartieri di mwajcBavari, mwajgSan Desiderio, mwajkBorgoratti e mwajoSturla e il mwajsNervi che attraversa l'mwajwomonimo quartiere, oltre ai rii minori Vernazza, Priaruggia, Castagna e Bagnara.cite-ref-35[35]cite-ref-amb14-36-0[36]
L'area del centro storico, quasi completamente urbanizzata, è divisa tra i bacini di numerosi ma brevi corsi d'acqua che scendono dalle colline retrostanti. I principali di questi rivi sono San Bartolomeo, San Lazzaro, San Teodoro, Lagaccio, Sant'Ugo, Santa Brigida, Carbonara, Sant'Anna e Rio Torbido, che scorrono tombinati sotto le vie dei vari quartieri, con l'eccezione dei tratti a monte del rio Lagaccio e del rio San Lazzaro.cite-ref-amb14-36-1[36]
Sismologia
La classificazione sismica, colloca il territorio in zona 3 e 4 a sismicità bassa e molto-bassa.cite-ref-sismica-37-0[37] In qualche cronaca del passato mwala(Il Cittadino, Giornale del popolo, 24 febbraio 1887) si trova notizia di episodi sismici di rilievo, come quello del 23 febbraio 1887.cite-ref-38[38]
Clima
Secondo la mwal0classificazione dei climi di Köppen, Genova, nella sua fascia costiera, appartiene alla zona mwal4mwal8Cfa e mwamamwameCsa,cite-ref-39[39]cite-ref-40[40] ossia al mwamoclima mediterraneo, con estate calda e temperatura media superiore a mwams22 °C, precipitazioni inferiori a mwamw30 mm durante il mese estivo più caldo. A levante e sull'interno, nelle vallate e nella maggior parte del territorio si passa alla zona climatica mwam0Cfsa con Clima temperato di transizione al mediterraneo, in cui le precipitazioni sono superiori a mwam430 mm. Oltre i mwam8500 m di quota, la zona climatica passa alla mwanaCfsb con Clima temperato a estate tiepida, con una temperatura media inferiore a mwane22 °C.cite-ref-pianourban-24-7[24] Secondo la mwanyclassificazione climatica, che regolamenta l'accensione degli impianti di riscaldamento, è nella zona mwancclimatica D, mwang1435 GG (accensione dal 1º novembre al 15 aprile, con mwank12 ore giornaliere).cite-ref-sismica-37-1[37]
Grazie alla posizione ambientale, al centro del golfo, sul mare, riparata dai monti e esposta a mezzogiorno, gode di un mwan8clima mediterraneo e favorevole. L'escursione termica tra la temperatura massima diurna e la minima notturna è contenuta, mediamente intorno a mwaoa6 °C per tutto l'anno.
La morfologia del territorio e la distanza dalla costa possono far variare la temperatura da zona a zona di alcuni gradi, con temperature più miti sulla costa. Circa le caratteristiche del clima, a seconda degli anni, si verificano in media tre o quattro grandinate all'anno e, più raramente, alcune nevicate, specialmente nelle aree interne o collinari. Nonostante il clima invernale genovese sia mite, grazie al fenomeno della "mwaoitramontana scura" le rare nevicate possono essere anche relativamente copiose, con accumuli che non è raro superino i mwaom30 cm nelle vallate interne, mentre più modesti sono in genere in città. La neve comunque si scioglie di solito nell'arco di uno o due giorni con il rialzo delle temperature, a volte anche nell'arco di qualche ora. Il vento, in media ha una velocità di mwaoq2,5 m/s e rende la città ventilata. L'umidità è minore durante l'inverno, mentre il mese mediamente più umido risulta essere quello di giugno. Circa la piovosità, ricade nella media dei climi mediterranei. Nel corso degli anni, si sono registrati però fra settembre e novembre improvvisi episodi temporaleschi di forte entità, che con la loro intensità e durata hanno provocato eventi alluvionali in diverse parti della città. È una città soleggiata, con una media di mwaou13,8 MJ/m e una media di mwaoy16 giorni di cielo sereno in un mese.cite-ref-clima-41-0[41]
| Genova-Sestri [ 43 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Genova-Sestri [ 43 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 11 | 12 | 14 | 17 | 21 | 24 | 27 | 27 | 24 | 20 | 15 | 12 | 11,7 | 17,3 | 26 | 19,7 | 18,7 |
| T. min. media ( °C ) | 5 | 6 | 8 | 11 | 14 | 18 | 21 | 21 | 18 | 14 | 9 | 6 | 5,7 | 11 | 20 | 13,7 | 12,6 |
| Precipitazioni ( mm ) | 106 | 95 | 106 | 85 | 76 | 53 | 27 | 81 | 99 | 153 | 111 | 81 | 282 | 267 | 161 | 363 | 1 073 |
| Umidità relativa media (%) | 61 | 63 | 61 | 70 | 71 | 71 | 67 | 66 | 66 | 66 | 64 | 64 | 62,7 | 67,3 | 68 | 65,3 | 65,8 |
Origini del nome
L'origine del nome "Genova", derivante dal mwap4latino mwap8Genua, viene fatto risalire a una radice mwaqaindoeuropea mwaqegeneu- ("ginocchio") oppure da mwaqigenu- ("mascella, bocca"); mwaqmgenu- sarebbe un'allusione alla foce ("bocca") di uno degli antichi corsi d'acqua del sito o la forma dell'insediamento sul mare. A corroborare questa evidenza è il fatto che molti linguisti considerino mwaqqGenua e mwaquGenaua (mwaqyGinevra) varianti dello stesso nome.cite-ref-sicardi-44-0[44] Il ritrovamento di un villaggio dell'mwaqsetà del bronzo in piazza Brignole, la palafitta del 5000 a.C. in mwaqwpiazza della Vittoria e la necropoli etrusca all'mwaq0Acquasola hanno confermato che i primi insediamenti di Genova sorsero lungo la sponda destra del torrente Bisagno, e secondo l'archeologo Filippo Maria Gambari, ciò proverebbe l'origine del nome della città da mwaq4Genaua, termine celtico-ligure dell'età del ferro con il significato di "bocca", proprio perché nacque come porto fluviale.cite-ref-45[45]
Durante il mwaryMedioevo il toponimo fu alterato in mwarcIanua, latino per "porta di ingresso", "passaggio"cite-ref-sicardi-44-1[44] e ciò ha fatto nascere la leggenda che vuole la città prendere il nome dal dio romano mwarwGiano, protettore delle porte, perché proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta al mare, l'altra oltre i monti che la circondano.cite-ref-46[46] La leggenda di Giano è ripresa da un'epigrafe situata nella cattedrale di San Lorenzo sotto una testa di Giano, con la scritta mwaseJanus, primus rex Italiae de progenie gigantum, qui fundavit Genuam tempore Abrahae (ossia: Giano, primo re dell'Italia della razza dei Giganti, il quale fondò Genova nel tempo di Abramo) mescolando leggende e antichità di origine diversa.cite-ref-47[47]
Secondo altre teorie l'origine del nome potrebbe essere riconducibile a una parola etrusca, ritrovata su un coccio di vaso, contenente la scritta mwascKainua, che in lingua etrusca significherebbe "città nuova",cite-ref-48[48] oppure derivante dal greco mwaswXenos mwas0(Ξένος), "straniero", inteso come luogo di ritrovo di stranieri, caratteristica di una città portuale.cite-ref-giustiniani-49-0[49]
Storia
Origini
Le più antiche tracce finora ritrovate nella zona della città riguardano un piccolo insediamento di epoca mwatyneolitica (nella zona di mwatcBrignole) del mwatgV e IV millennio a.C. e sistemazioni dell'mwatketà del bronzo antico (un muro a secco di terrazzamento presso la foce del mwatoBisagno).cite-ref-50[50] La città di Genova fu probabilmente fondata dai mwat8Liguri e si originò dal più antico insediamento dellmwaua'mwauemwauioppidum detto "di Castello" (mwaumSarzano), sul colle che dominava l'antico porto fondato agli inizi del V secolo a.C.cite-ref-51[51] In questo periodo l'oppidum genovese, abitato dai Liguri "mwaugGenuati", era considerato "l'emporio dei Liguri", per il suo forte carattere commerciale. Legname per la costruzione navale, bestiame, pelli, miele, tessuti erano alcuni dei prodotti liguri di scambio commerciale.cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]
Età medievale
La mwav8storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mwawamare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia. Seppero dare vita, in epoca di dominanze, a una propria mwawerepubblica, la mwawiRepubblica di Genova, nata dal libero mwawmcomune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, mwawqoligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori, basata, soprattutto sull'influenza delle potenti mwawufamiglie che traevano la propria potenza dalle disponibilità economiche tratte dall'attività mercantile.cite-ref-54[54]
Il dominio sulla mwawsriviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile, fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno mwawwStato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla mwaw0diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul mwaw4commercio. Via terra la città cercò, non sempre con successo, di mantenere il controllo dei territori dell'mwaw8Oltregiogo, che garantivano la comunicazione, anche commerciale, con i territori della pianura padana e i regni ivi presenti.
Il detto "Genuensis, ergo mercator" ("Genovese quindi mwaxemercante") - di autore anonimo - fu mirabile sintesi di quel mwaximercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i Genovesi basarono un impero coloniale fondato su mwaxmcolonie d'oltremare che andava dall'mwaxqIraq alle mwaxuIsole Canarie, dall'mwaxyInghilterra alla mwaxcPalestina (raggiunta fin dalla mwaxgPrima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mwaxkmar Mediterraneo occidentale e il mwaxomar Nero, definito il mwaxsLago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello svevo, quello mwaxwbizantino e quello mwax0asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia e il commercio. mwax4Caffa, Solcati, mwax8Tana, mwayaChio, mwayeFocea, mwayiMitilene, mwaymPera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della mwayqSuperba fecero risplendere nei commerci. I banchieri genovesi fornirono al poco maneggevole mwayuAsburgo un credito fluido e entrate regolari e affidabili. In cambio le spedizioni meno affidabili di argento americano furono rapidamente trasferite da Siviglia a Genova, per fornire capitali per ulteriori iniziative. Il commercio di Genova, tuttavia, rimase strettamente dipendente dal controllo dei sigillanti del Mediterraneo e la perdita di mwayyChio a favore dell'mwaycImpero ottomano (1566) inferse un duro colpo.cite-ref-55[55] Per far fronte alla situazione, mwaywPanama nelle Americhe fu data in concessione dall'Impero spagnolo a Genova.cite-ref-56[56] I genovesi incontrarono noci di cocco provenienti dalle Filippine, piantate lì dai marinai malesi prima dell'arrivo della Spagna.cite-ref-57[57] Il governatore spagnolo di Panama, Don Sebastian Hurtado de Corcuera salpò verso ovest dalle Americhe e usò i peruviani e i genovesi di Panama nella sua conquista delle aree musulmane delle Filippine che sottomise sotto il presidio cristiano di mwazuZamboanga.cite-ref-peru-58-0[58] Curiosamente, la lingua creola chavacano di Zamboanga ha vocabolario italiano e affini.cite-ref-59[59]
Il suo solido settore finanziario risale al Medioevo. Il mwaz8Banco di San Giorgio, fondato nel 1407, è la più antica banca di deposito statale conosciuta al mondo e ha svolto un ruolo importante nella prosperità della città dalla metà del XVmwa0a secolo.cite-ref-60[60]
Età moderna
Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della mwa0cRivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 e alla successiva annessione all'mwa0gimpero napoleonico. Durante l'occupazione francese, diverse opere d'arte presero la via della Franciacite-ref-61[61] a causa delle mwa00spoliazioni napoleoniche. Secondo il catalogo pubblicato nel mwa04Bulletin de la Société de l'art français del 1936,cite-ref-62[62] delle 9 opere d'arte provenienti da Genova, solo 6 fecero ritorno in Italia dopo il mwa1mCongresso di Vienna. Interessante un aneddoto avvenuto durante il rimpatrio del mwa1qmwa1uMartirio di Santo Stefano di mwa1yGiulio Romano alla città di Genova, quando mwa1cVivant Denon, direttore del mwa1gLouvre, sostenne che l'opera era stata "offerta in omaggio al governo francese dal consiglio comunale di Genova" e che il trasporto avrebbe messo a rischio la fragilità dell'opera, ben sapendo che l'opera era stata sostanzialmente confiscata come tributo culturale e dando contestualmente ordine al ministero degli interni francese di bloccare alla dogana l'opera senza menzionarne né la fragilità né criticare la legittimità delle istanze piemontesi.
Nel 1814, a seguito della capitolazione di mwa1oParigi, Genova fu mwa1sassediata e occupata dalla marina britannica che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo mwa1wstatus quo ante. Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dell'antico mwa10Banco di San Giorgio, decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al mwa14Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del ministro degli esteri Antonio Brignole Sale a mwa18Vienna per mantenere l'mwa2aindipendenza.
Nell'aprile del 1849, approfittando della mwa2isconfitta piemontese nella mwa2mprima guerra d'indipendenza, la città tentò di riconquistare la propria indipendenza. A sedare la mwa2qrivolta con estrema durezza fu mandato il generale mwa2uAlfonso La Marmora.cite-ref-63[63]
L'area di influenza di Genova, pur non essendo istituzionalizzata ufficialmente, si estende, per ragioni storiche, linguistiche, culturali, economiche e infrastrutturali, oltre che a tutta la città metropolitana di Genova e a parte di quelle liguri limitrofe della mwa2sSpezia e mwa2wSavona, alla mwa20pianura alessandrina, alle aree dell'mwa24Oltregiogo (mwa28Novi Ligure), del mwa3aBasso Piemonte e al mwa3ecircondario di Bobbio (in mwa3iprovincia di Piacenza).
Genova e le sue difese: una descrizione del 1800
Nella sua opera mwa3uIstoria del blocco di Genova nell'anno 1800, Angelo Petracchi, cronista dell'assedio della città, fornisce una dettagliata descrizione di Genova e delle sue difese nel periodo della mwa3yRepubblica Ligure:cite-ref-64[64]
«La Città di Genova è situata sul dorso di un monte, che appoggia le sue falde sulla riva del mare Ligustico. Ha essa dalla parte di terra un doppio circondario di mura, l'uno de'quali interno, che rinchiude quasi esattamente l'abitato, e che forma una specie di figura ovale. È questo munito di alcuni baluardi, che non essendo stati di alcun uso in quest'assedio, è inutile dettagliare. È l'altro esterno, ed innalzandosi dalle due punte marittime sale sino ad una grand'altezza del monte. Questo secondo circondario rende la città della figura quasi di un triangolo; mentre terminando in punta sulla cima dell'altura, scende d'ambe le parti a formar quasi i due lati che vengono chiusi e riuniti dal mare. Vari forti guarniscono questo giro di mura. Sulla cima vi è quello dello Sperone; verso il lato di Ponente, più al di sotto della metà, vi è l'altro detto delle Tenaglie, ed alla fine del medesimo ve n'è un altro chiamato di S. Benigno. Ciò produce, che da quella parte la città di Genova è quasi imprendibile; tanto più che la località combina così propiziamente a difenderla, che poca o niuna speranza dà agli assediatori di prenderla. Non è il medesimo dalla parte di Levante, ove essendo dominata al di fuori da alcune alture, è stato creduto inutile di alzarvi degli altri forti. In mancanza di ciò si è fatto al di fuori una specie di parallela, o per meglio dire un cammino coperto che fortificando quelle medesime alture, che dominano la città, suppliscono a tal difetto; bisogna perciò a chi difende Genova tener questa linea esteriore, e quelle fortificazioni, che sono il monte dei Ratti, sulla cui sommità è il
Forte di Quezzi
; il
Forte Richelieu
, che fu fatto fabbricare dal celebre Maresciallo di tal nome quando occupò Genova; quello di S. Tecla, e la Madonna di Albaro. Più in alto dello Sperone, e quasi perpendicolare al medesimo vi è il
forte del Diamante
, che domina lo Sperone medesimo, sebbene da taluni credesi che ne sia un poco troppo distante; anch'esso però è di una estrema importanza per gli assediati, sostenendo moltissimo le operazioni delle altre fortificazioni esterne. Fra il Diamante, e lo Sperone vi è il monte de' due Fratelli, che fa due diverse punte: questa situazione è assai rimarchevole, perché produce la riunione fra gli assedianti, e potrebbe prender alle spalle le opere esterne della linea di Levante; ma siccome ivi temesi l'incrociatura dei fuochi dello Sperone e del Diamante, è assai difficile d'impadronirsene, quantunque siavi un certo sito che dicesi immune dall'artiglieria di ambo i forti. Dalla parte di mare, molte e belle batterie difendono la città, ed il porto, non che le mura marittime assicurate anche dalla Natura. Tali batterie rimontate ultimamente toglievano ogni pena da quella parte. Le più belle sono quelle della Strega, della Cava, di ambo i Moli, e della Lanterna. Dalla parte di Ponente vi è il fiume della
Polcevera
; dalla parte di Levante quel di Bisogno.
Albaro
è un piccolo, e delizioso borgo, che da questa parte è vicino a Genova quasi di un solo miglio, come dall'altra parte si è quello vaghissimo egualmente di
S. Pier d’Arena
»
Simboli
Lo stemma della città è sempre stato legato alle vicissitudini politiche di Genova: nell'ultimo periodo della Repubblica lo stemma consisteva in uno scudo crociato con corona regia sorretto da due grifoni con code ritte, ma essendo allora assoggettata al mwa4cpotere francese, dopo la mwa4grivoluzione giacobina del 1797 venne decretata la distruzione delle antiche insegne e quindi anche le due figure araldiche dello stemma della città vennero abolite. Con l'annessione al mwa4kRegno di Sardegna, su richiesta del Consiglio generale del Corpo cittadino, nel 1816, Genova ottenne da re mwa4oVittorio Emanuele I l'insegna municipale «mwa4s [...] con croce rossa in campo bianco collo scudo ornato di grifoni [...] con le code tra le zampe», in segno di sottomissione. Questo stemma restò in uso fino al 1897, anno in cui la Giunta municipale chiese e ottenne da mwa4wUmberto I di Savoia il 21 marzo 1897, il diritto a esibire l'attuale stemma con la coda dei due grifoni posizionata verso l'esterno, a ricordo della dignità passata. Dopo più di un secolo e un'accurata indagine storica, l'Amministrazione civica ha modificato le code dei grifoni in modo da posizionarle ritte. Inoltre la base dello stemma si fregia da ciascun lato del rostro bronzeo di nave romana a testa di cinghiale, pescato nel 1597 nel porto di Genova e trattenuto presso l'mwa40Armeria Reale di Torino.cite-ref-65[65]
La bandiera di Genova, o mwa5mCroce di San Giorgio è costituita da una croce rossa su campo bianco, e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i mwa5qluoghi santi del mwa5uCristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di mwa5yGerusalemme da parte dei mwa5cTurchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione, decisero di mwa5gprendere la croce e armarsi per liberare la terra ove nacque e visse mwa5kGesù, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - soverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'mwa5oImpero bizantino.
La simbologia del "Salvifico vessillo della vera croce" - come mwa5wJacopo da Varazze indicò la croce di San Giorgio - determinò in epoca contemporanea, per i pellegrinaggi armati, l'appellativo di mwa50crociati. L'uso del mwa54vessillo da parte dei genovesi pare risalire a epoche remote, quando l'mwa58esercito bizantino stanziava nella città e il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola mwa6achiesa di mwa6eSan Giorgio, prospiciente l'antica piazza del mercato, di origine romana.cite-ref-fioravanti2019-66-0[66] Si è soliti raccontare che nel 1190 mwa6yLondra e l'mwa6cInghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzare sulle proprie navi la bandiera crociata genovese, per avere la protezione e il rispetto che godeva la flotta genovese nella zona che controllava, nel mwa6gMar Mediterraneo e in parte del mwa6kMar Nero, sottraendosi così ai numerosi attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al mwa6oDoge della Repubblica di Genova un tributo annuale.cite-ref-67[67] Tuttavia, lo storico medievista Antonio Musarra fa notare come questa nozione non sia suffragata da nessun documento storico o archivistico e sia in palese contrasto con altri eventi storici, come ad esempio il fatto che la figura del Doge di Genova sia nata nel 1339, e che la bandiera con la croce rossa in campo bianco è citata negli mwa68Annali di Genova solo a partire dal 1242.cite-ref-68[68]cite-ref-69[69] L'Inghilterra, la città di Londra e la mwa7gRoyal Navy issano la bandiera di mwa7kSan Giorgio, e l'insegna fa parte dell'mwa7oUnion Jack, la bandiera nazionale britannica.
Erroneamente lo storico mwa7wFrancesco Maria Accinelli indica lo stemma milanese come derivazione di quello genovese: «mwa70 [...] E mandati dalla Repubblica 500 mwa74balestrieri con la suddetta insegna in soccorso dei Milanesi nel 1247, espugnata col loro valore la città Vittoria nuovamente fabbricata da Federico II vicino a Parma, vollero i Milanesi per maggiore onore assumersi dello stendardo de' Genovesi l'insegna», che invece risale al 1066, quando l'effigie venne consegnata ufficialmente dal papa Alessandromwa78 II (il milanese Anselmo da Baggio) a Erembaldo, mwa8acapitano del Popolo di Milano in rivolta contro l'Impero.cite-ref-fioravanti2019-66-1[66]
Dal 2014 la città ha un nuovo logo per la promozione della propria immagine: "Genova More Than This", che nasce dal progetto europeo Urbact-CityLogo.cite-ref-70[70]
Onorificenze
Grande medaglia d'oro di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Genova»
—
Regio Decreto 5 giugno 1910
Genova è tra le mwa9ecittà decorate al valor militare per la guerra di Liberazione perché è stata insignita della mwa9imedaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella mwa9mresistenza partigiana durante la mwa9qseconda guerra mondiale:cite-ref-72[72]
Medaglia d'oro al valor militare
«Amor di Patria, dolore di popolo oppresso, fiero spirito di ribellione, animarono la sua gente nei venti mesi di dura lotta il cui martirologio è messa fulgida gemma all'aureo serto di gloria della "Superba" Repubblica Marinara, i 1863 caduti il cui sangue non è sparso invano, i 2250 deportati il cui martirio brucia ancora nelle carni dei superstiti, costituiscono il vessillo che alita sulla città martoriata che infervorò i partigiani del massiccio suo Appennino e delle impervie valli, tenute dalla VI zona operativa, a proseguire nell'epica gesta sino al giorno in cui il suo popolo suonò la diana dell'insurrezione generale. Piegata la tracotanza nemica otteneva la resa del forte presidio tedesco, salvando così il porto, le industrie e l'Onore. Il valore, il sacrificio e la volontà dei suoi figli ridettero alla madre sanguinante la concussa libertà e dalle sue fumanti rovine è sorta nuova vita santificata dall'eroismo e dall'olocausto dei suoi martiri. 9 settembre 1943 - aprile 1945»
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Decreto del Capo Provvisorio dello Stato 1º agosto 1947
Titolo di città
Ricorrenze
• 24 giugno: festa patronale dedicata a mwa-iSan Giovanni Battista.cite-ref-74[74]
• Prima domenica di luglio: Palio marinaro di San Pietro, palio che si svolge nelle acque del golfo dal 1955 e coinvolge barche da pesca in legno.cite-ref-75[75]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
A Genova si trovano diverse decine di chiese, le principali e più antiche delle quali si trovano nel centro storico. In diversi casi esse sorsero come cappelle gentilizie delle principali famiglie cittadine ed erano quindi un modo per mostrare il proprio prestigio. Tra gli edifici più significativi vi sono:cite-ref-soprintendenza-76-0[76]
• mwbasCattedrale di San Lorenzo: costruita tra il IX e la fine del XIVmwbaw secolo in stile gotico, fu consacrata da mwba0Papa Gelasio II nel 1118 quando non era ancora ultimata. La facciata duecentesca, con la caratteristica decorazione a strisce bianche e nere, mostra due torri campanarie - la sinistra non finita e completata nel 1445 con una loggia - e tre portali riccamente decorati. L'interno è diviso in tre navate, la cui divisione è sormontata da un finto matroneo. Sulla navata sinistra si apre la quattrocentesca mwba4Cappella di San Giovanni Battista, corposa galleria di scultura rinascimentale. Tra le opere d'arte più notevoli vi sono il mwba8Giudizio universale del XIII secolo sopra il portale principale, affreschi di mwbbaBernardo Castello, mwbbeLuca Cambiaso e mwbbiLazzaro Tavarone sulle volte e l'altare maggiore con la statua della Madonna Regina di Genova.cite-ref-77[77]cite-ref-78[78]
• mwbbwBasilica della Santissima Annunziata del Vastato: di origine medievale, fu rinnovata nel XVI secolo da mwbb0Andrea Ceresola detto il Vannone su incarico della mwbb4famiglia Lomellini, che ne fece la propria cappella gentilizia. Il vastissimo interno barocco, affrescato da mwbb8Giovanni Carlone e mwbcaGiovanni Andrea Ansaldo, contiene opere dei principali autori del barocco genovese (mwbceBernardo Strozzi, mwbciDomenico Piola, mwbcmGiulio Cesare Procaccini, mwbcqGregorio De Ferrari, mwbcuGioacchino Assereto).cite-ref-79[79]
• mwbcsBasilica di San Siro: una delle chiese più antiche della città, fu la prima cattedrale di Genova prima della costruzione di San Lorenzo. In seguito a un incendio fu ricostruita completamente tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Conserva la celebre mwbcwAnnunciazione di mwbc0Orazio Gentileschi, e opere dei mwbc4Carlone, mwbc8Domenico Fiasella, mwbdaDomenico Piola, mwbdePierre Puget e diversi altri artisti dell'epoca.cite-ref-80[80]
• mwbdcBasilica di Santa Maria Assunta in Carignano: commissionata dalla famiglia Sauli nel 1552, fu progettata in stile rinascimentale dall'architetto perugino mwbdgGaleazzo Alessi. Presenta una struttura a pianta centrale sovrastata da una grande cupola, sullo stile della Basilica di San Pietro a Roma, e celebri statue di Pierre Puget e mwbdkFilippo Parodi.cite-ref-81[81]
• mwbd8Basilica di Santa Maria delle Vigne: uno degli edifici religiosi più antichi di Genova, fu realizzata in stile romanico su un tempio preesistente. Nel 1640 subì una trasformazione in stile barocco su progetto dell'architetto mwbeaDaniele Casella, conservando il campanile e il chiostro del XII secolo. Conserva diverse opere d'arte di artisti liguri del XVI-XVII secolo e affreschi del XVIII e XIX secolo.cite-ref-82[82]
• mwbeyChiesa dei Santi Cosma e Damiano: situata nei vicoli ai piedi della collina di Castello, è attestata a partire dal 1049. L'attuale struttura romanica risale al XII secolo, mentre la copertura fu ricostruita nel XVII secolo in seguito ai bombardamenti navali del 1684.cite-ref-83[83]
• mwbewChiesa di San Donato: costruita in stile romanico a partire dal XII secolo, presenta una caratteristica torre nolare ottagonale. Fu restaurata nel 1888 da mwbe0Alfredo d'Andrade, che integrò la facciata e aggiunse un terzo livello cieco alla torre. Ospita un celebre polittico fiammingo di mwbe4Joos van Cleve.cite-ref-84[84]
• mwbfqChiesa e oratorio di San Filippo Neri: il complesso fu realizzato, probabilmente su progetto di mwbfuPietro Antonio Corradi, a partire dal 1674 grazie a un lascito testamentario di Camillo Pallavicino. L'interno della chiesa, in stile barocco, è composto da un'unica navata sormontata da una volta a botte che raggiunge quasi i 20 metri di altezza decorata dal bolognese mwbfyMarcantonio Franceschini, mentre l'oratorio ospita la celebre mwbfcImmacolata del Puget.cite-ref-85[85]
• mwbf0Chiesa di San Luca: fondata nel 1188, nel 1589 diventa la cappella gentilizia delle famiglie Grimaldi e Spinola e nel secolo successivo venne ricostruita e ampliata dall'architetto Carlo Muttone. Interamente coperta dagli affreschi tardobarocchi di mwbf4Domenico e mwbf8Paolo Gerolamo Piola, ospita la mwbgaNatività, capolavoro del mwbgeGrechetto.cite-ref-86[86]
• mwbgcChiesa e chiostro di San Matteo: situata nell'omonima piazza, fu fondata nel 1125 come cappella gentilizia della famiglia Doria. Fu ampliata nel 1278 e decorata nel Cinquecento dallo scultore toscano mwbggGiovanni Angelo Montorsoli, conservando però l'impianto medievale. Conserva affreschi di mwbgkLuca Cambiaso e mwbgoGiovan Battista Castello e la tomba di mwbgsAndrea Doria del Montorsoli.cite-ref-87[87]
• mwbheChiesa di San Pietro in Banchi: fu commissionata nel 1580 dalla Repubblica di Genova come voto per la fine di un'epidemia e il progetto venne affidato all'architetto manierista mwbhiBernardino Cantone. Venne edificata sui resti di un palazzo dei Lomellini, che a sua volta era stato costruito sui resti dell'antica chiesa di San Pietro della Porta, di proprietà dell'mwbhmabbazia di San Colombano di Bobbio, eretta nel IX secolo e distrutta da un incendio nel 1398. La curiosa posizione sopraelevata è dovuta al fatto che la costruzione fu finanziata tramite l'affitto delle botteghe che si trovavano sotto di essa.cite-ref-88[88]
• mwbhkChiesa di Santa Croce e San Camillo de Lellis: situata nel quartiere di Portoria, fu costruita a partire dal 1667 per volore dei Padri Camilliani e dedicata alla Santa Croce e al fondatore dell'ordine religioso Camillo de Lellis. Contiene un ciclo di affreschi del pittore barocco mwbhoGregorio De Ferrari, di suo figlio mwbhsLorenzo De Ferrari e del suo allievo Francesco Maria Costa.cite-ref-89[89]
• mwbieChiesa e convento di Santa Maria di Castello: uno dei più antichi edifici religiosi della città, fu edificato a partire dal 658 d.C. sulla collina di Castello. L'impianto attuale, a tre navate, risale al XII secolo e il complesso subì ulteriori modifiche nel XV e nel XVII secolo. L'adiacente convento ospita un museo con opere di diversi importanti artisti liguri nel Seicento.cite-ref-90[90]cite-ref-91[91]
• mwbisChiesa di Santo Stefano: a pianta rettangolare e a singola navata, fu costruita in stile romanico sul sito di una chiesa preesistente del X secolo di cui restano tracce nella cripta. Nel 1896 il lato sud fu ridotto per permettere la costruzione di Via XX Settembre.cite-ref-92[92]
• mwbjeCommenda di San Giovanni di Pré: il complesso, costituito da una chiesa e da un ospedale, fu costruito nel 1180 dai mwbjiCavalieri gerosolimitani come ricovero per i pellegrini di passaggio diretti in Terrasanta. La chiesa romanica è sviluppata su due livelli, a cui era possibile accedere dai primi due piani dell'ospedale. Nel 1751 venne aperto un nuovo ingresso, per permettere l'accesso alla chiesa anche dall'esterno.cite-ref-93[93]
• mwbjgChiesa di San Siro di Struppa: situata nel quartiere di mwbjkStruppa e risalente agli inizi dell'XI secolo, è uno dei principali monumenti storici della Valbisagno. Nel XX secolo ha subito importanti lavori di ristrutturazione. Conserva un polittico raffigurante mwbjoSan Siro attribuito a mwbjsPier Francesco Sacchi.cite-ref-94[94]
• Altre rilevanti architetture religiose al di fuori del centro storico sono la mwbkeCertosa di Rivarolo, la mwbkiChiesa di San Francesco d'Albaro la mwbkmchiesa di San Martino d'Albaro, la mwbkqchiesa di Santa Maria della Cella a mwbkuSampierdarena, la mwbkychiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo a mwbkcVoltri, la mwbkgsinagoga di Genova che fu la più grande sinagoga costruita in Italia durante il periodo fascista.
Cimitero monumentale
Nel quartiere di Staglieno si trova l'omonimo mwbkscimitero monumentale, realizzato a partire dal 1835 su progetto dell'architetto mwbkwCarlo Barabino, che ospita le sepolture di molti genovesi illustri del XIX e XX secolo e che conserva notevoli esempi di arte cimiteriale del XIX secolo.cite-ref-95[95]
Architetture civili
Il mwblgcentro storico di Genova è uno tra i più densamente abitati d'mwblkEuropa,cite-ref-civis-96-0[96] con una struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un mwbl4dedalo di piazzette e stretti mwbl8mwbmacaruggi. Esso unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia mwbmevia Aurea, poi diventata via Garibaldi).
Resti delle antiche mwbmmmura sono visibili nei pressi della mwbmqcattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi.
Simboli della città sono la mwbmyLanterna (alta mwbmc117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre mwbmg30 km), e la monumentale mwbmkfontana di Piazza De Ferrari, restaurata, cuore pulsante e vera e propria mwbmomwbmsagorà cittadina.
Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di mwbm0Boccadasse, con le pittoresche mwbm4barche multicolori, posto come a sigillo dell'elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi mwbm8gelati.
Fuori dal centro, ma ancora parte dei trentatré chilometri di costa compresi nel territorio comunale, si trovano mwbneNervi, naturale porta d'accesso alla mwbniRiviera di Levante, e mwbnmVesima, naturale porta d'accesso alla mwbnqRiviera di Ponente.
La nuova Genova ha basato la sua rinascita soprattutto sul recupero delle aree verdi dell'immediato entroterra (fra cui quella del mwbnyParco naturale regionale del Beigua) e sulla realizzazione di opere infrastrutturali come l'mwbncAcquario al mwbngporto antico - il più grande d'mwbnkItalia e uno dei maggiori in mwbnoEuropa - e la relativa Marina (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto). Tutto questo all'interno della ristrutturata Area Expo predisposta per le mwbnsCelebrazioni colombiane del 1992.
Il ritrovato orgoglio ha restituito alla città la consapevolezza di essere una città in grado di guardare al futuro senza scordare il proprio passato: la ripresa di numerose e rigogliose attività artigianali, da tempo assenti dai mwbn0caruggi del mwbn4centro storico, ne è una testimonianza diretta.
A contribuire a tutto questo sono state anche le opere di restauro compiute fra gli anni 1980 e anni 1990 su numerose chiese e palazzi cittadini, fra cui, sulla collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città, la rinascimentale mwboiBasilica di Santa Maria Assunta.
Il totale recupero del mwbogPalazzo Ducale - un tempo sede di mwbokdogi e senatori e ora luogo di eventi culturali - e del mwbooporto antico e la riedificazione del mwbosTeatro Carlo Felice, distrutto dai bombardamenti del mwbowsecondo conflitto mondiale che risparmiarono solo il mwbo0pronao neoclassico dell'mwbo4architetto mwbo8Carlo Barabino, sono stati altri due punti di forza per la realizzazione di una mwbpanuova Genova.
Un altro monumento di rilevante importanza riportato a nuovo splendore è il mwbpiCimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali mwbpmGiuseppe Mazzini, mwbpqFabrizio De André e la moglie di mwbpuOscar Wilde.
Con la sua caratteristica mwbpcmwbpgskyline che per chi proviene dal mare la fa apparire come un'insormontabile fortezza, contraddistinta com'è dalla sua fitta rete di mwbpkfortificazioni collinari su ampie mura che in antiche epoche belliche l'hanno resa inespugnabile sia agli attacchi dal mare quanto da quelli via terra - Genova non poteva rinunciare, specialmente a partire dagli anni 1960, a un proprio rinnovamento e ammodernamento, che doveva necessariamente passare, al pari di quanto avvenuto in tante altre metropoli, attraverso la realizzazione di grandi complessi abitativi di tipo popolare, la cui qualità, utilità e funzionalità è stata ed è peraltro ancora oggetto di discussione (e talvolta di contestazione) da parte dei cittadini residenti.
A tal proposito, si citano ad esempio i casi rappresentato dal cosiddetto "mwbpsbiscione", complesso edilizio a forma, appunto, di lungo serpentone, situato sulle alture del popoloso quartiere di mwbpwMarassi, dal gruppo di case dette "Le lavatrici", nel quartiere di mwbp0Pra', e dalle cosiddette 'Dighe' di Begato progettate da mwbp4Piero Gambacciani.
Per altre soluzioni architettoniche che l'hanno contraddistinta, Genova è peraltro diventata da qualche decennio una sorta di capitale dell'mwbqaarchitettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve principalmente all'opera dell'architetto mwbqeRenzo Piano, che dalla fine degli anni ottanta si è occupato della ristrutturazione di alcune fra le più conosciute città del mondo.
Il nome di Piano ha acquisito notorietà a partire soprattutto dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni colombiane del 1992 (mwbqmColombiadi) i visitatori nel mwbqqporto antico, il mwbquwaterfront dell'angiporto completamente restaurato per l'occasione e simboleggiato dal mwbqymwbqcGrande Bigo stilizzato (sorta di mwbqgmarchio di fabbrica dell'attività portuale genovese).
Oltre a un completo mwbq4restyling dell'area, l'antica zona portuale situata nei pressi del varco del Mandraccio, a Porta Siberia, è stata arricchita scenograficamente dallo stesso Piano con una grande sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'mwbq8Acquario e inaugurata nel 2001 in occasione del mwbraG8 svoltosi in città, ricordato storicamente anche per una serie di mwbrefatti di cronaca nera avvenuti in contemporanea. La sfera (chiamata dai genovesi anche mwbriBolla di Piano o "Biosfera"), dopo essere stata impiegata per un'esposizione di mwbrmfelci da parte dell'Orto Botanico di Genova, ospita ora al suo interno la ricostruzione di un ambiente tropicale, con numerose piante, piccoli animali e farfalle.
Piano ha inoltre progettato per la Superba anche le stazioni della mwbrsmetropolitana e, nella zona collinare della città, progettato e incominciato la costruzione - in collaborazione con l'mwbrwUNESCO - di mwbr0Punta Nave, sede del "Renzo Piano Building Workshop". Il mwbr4Viadotto Genova San Giorgio, progettato da Piano e inaugurato nel 2020, che sostituisce il primo viadotto Polcevera improvvisamente collassato nel 2018 provocando 43 vittime, è accompagnato dal Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso pensato da mwbr8Stefano Boeri nel 2019 ancora in costruzione.cite-ref-97[97]
Soprattutto per chi transita per il centro di Genova lungo la mwbsustrada sopraelevata, magari per imbarcarsi al vicino terminal traghetti, è visibile nelle vicinanze del porto antico il cosiddetto mwbsyMatitone, controverso quanto singolare mwbscgrattacielo a forma di mwbsglapis, che affianca il gruppo di torri del mwbskWTC, cuore del complesso edilizio di San Benigno, sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.
Architetture militari
Antichi presidi fortificati, vecchi e nuovi sono posti nei parchi collinari, subito a ridosso della città. Oltre a dare un importante testimonianza della storia della "Dominante dei Mari", alcuni di essi vengono occasionalmente utilizzati per concerti, feste ed eventi vari. Viceversa molti altri non sono per nulla valorizzati, in particolare numerosi bunker e batterie risalenti alla mwbs0seconda guerra mondiale sono lasciati incustoditi e al degrado, invece di essere ripristinati e riportati in uno stato decoroso in funzione storico-turistica.
Aree naturali e parchi pubblici
Genova è ricca di parchi e giardini fruibili al pubblico, a picco sul mare o sulle alture su cui si arrampica la città, il più grande complesso naturale di Genova, con 876mwbte ettari è il parco Urbano delle Mura, che ingloba il parco del Peralto, dove si trova mwbtqForte Sperone, il vertice della cinta muraria seicentesca a difesa della città.
I parchi maggiori, oltre al parco delle Mura, sono i mwbtoParchi di Nervi, dove tre ville storiche formano con i loro tre parchi collegati l'un l'altro (9 ettari di estensione), un complesso verde di rara bellezza in un ambiente naturale d'eccellenza, raggiungibile dalla bellissima mwbtsPasseggiata Anita Garibaldi ricavata dagli scogli sul mare.
Nei quartieri centrali si trovano numerosi piccoli parchi e giardini storici, come il parco di mwbt0villa Croce, che ospita durante tutto l'anno mostre d'arte contemporanea, mwbt4Villetta Di Negro, il mwbt8parco dell'Acquasola, progettato dall'architetto mwbuaNicolò Barabino, i giardini di Palazzo Bianco e Palazzo Doria-Tursi, il parco del mwbueCastello d'Albertis, che fu la residenza del capitano mwbuiAlberto d'Albertis (1846-1932), navigatore, esploratore e studioso, sede del mwbummuseo delle culture del mondo.
Nel ponente cittadino si estende il parco di mwbuuvilla Duchessa di Galliera, di 25 ettari, collegato al palazzo Brignole-Sale, a mwbuyPegli il parco della mwbucvilla Durazzo-Pallavicini, che ospita il mwbugmuseo di archeologia ligure e l'mwbukorto botanico creato nel 1794 da mwbuoClelia Durazzo Grimaldi, sempre a Pegli il parco della mwbusvilla Doria Centurione e a mwbuwSestri Ponente quello della mwbu0villa Rossi Martini.
Le alture del Ponente urbano sono in parte comprese nel mwbu8parco naturale regionale del Beiguacite-ref-98[98] il più vasto parco regionale della Liguria affacciato sul mare, e in parte nel Parco urbano del mwbvqmonte Penello e mwbvupunta Martin.
A levante oltre i già citati parchi di Nervi, sorgono altre ville, quali villa Gambaro, villa Carrara, che offre un particolare affaccio sul mare, e villa Quartara.
Sulle alture di mwbvwQuinto al Mare si snoda il parco urbano di mwbv0monte Fasce e monte Moro, dove sono i resti di una mwbv4batteria costiera posta a difesa della città durante la mwbv8seconda guerra mondiale.cite-ref-99[99]
Società
Popolazione
Tra le mwbwc14 città metropolitane d'mwbwgItalia, il capoluogo ligure è terzo per superficie, sesto per popolazione comunale e della sua agglomerazione, nonché la quinta città del Paese per movimento economico.cite-ref-100[100]
La sua vasta area metropolitana è invece la settima del Paese per popolazione e la quarta per estensione, determinando così una bassa densità di popolazione, dovuta essenzialmente alla presenza di rilievi appenninici tra la costa e il retroterra metropolitano. Per sopperire a questa discontinuità urbana, sono stati appositamente creati enti a tutela delle aree verdi appenniniche (ad esempio il Parco Regionale del Beigua), che hanno trasformato lo status di queste aree in mwbw4parco metropolitano.
Evoluzione demografica
Al 31 dicembre 2011 il Comune di Genova contava, secondo l'ufficio statistico locale, mwbxe606 978 abitanti, di cui mwbxi285 337 maschi e mwbxm321 641 femmine,cite-ref-statistica-genova11-101-0[101] rappresentando circa il 76% dell'intera area urbana genovese di oltre mwbxg800 000 abitanti. La popolazione è prevalentemente di origine italiana. È in crescita la presenza di immigrati (nel 2003 il numero di immigrati è tornato a essere maggiore rispetto a quello degli emigrati, mantenendosi tale fino a oggi, con l'eccezione degli anni 2006 e 2007): al 31 dicembre 2011 vi erano infatti tra i residenti mwbxk54 521 stranieri (mwbxo25 455 maschi e mwbxs29 066 femmine), pari al 9% del totale dei residenti.cite-ref-statistica-genova11-101-1[101] Gruppo maggioritario quello degli mwbyaecuadoriani, passati dai mwbye3 048 del 2000 ai mwbyi17 436 del 2011 (anno in cui rappresentano il 32% degli stranieri residenti).cite-ref-statistica-genova11-101-2[101]
Dopo una crescita contenuta nella seconda metà del mwbygXIX secolo, periodo in cui numerosi genovesi emigrarono verso le mwbykAmeriche, la città ha vissuto per buona parte del XX secolo un'esplosione demografica legata alla crescente espansione del porto e dell'mwbyoindustria metalmeccanica. A una prima fase di immigrazione dalle vallate del genovese e del basso Piemonte, seguì, dopo la mwbysprima guerra mondiale, un afflusso considerevole di mwbywveneti e mwby0friulani.
Negli anni 1950, 1960 e 1970 l'esplosione demografica è stata enfatizzata dall'immigrazione interna prevalentemente dal meridione d'Italia (in particolare di residenti della mwbzuSicilia e della mwbzySardegna), che ha provocato difficoltà mwbzcurbanistiche a causa della mancanza di spazi edificabili pianeggianti, con la conseguente urbanizzazione massiccia delle aree collinari alle spalle del centro cittadino e degli sbocchi litoranei.
La crescita demografica si è progressivamente arrestata sino a trasformarsi in una regressione. Gli abitanti sono infatti passati dagli oltre mwbzk816 000 del 1971 ai circa mwbzo610 000 del 2001: Genova ha perso un quarto della popolazione in 30mwbzs anni. Complice di tale situazione è anche l'età media dei residenti, che soprattutto in alcuni quartieri è decisamente elevata, il che comporta un numero di morti superiore a quello delle nascite (nel 2011 si sono registrate mwbzw4 411 nascite contro mwbz08 190 decessicite-ref-statistica-genova11-101-3[101]).
Confrontando i dati della popolazione del censimento del 1981 con quello del 2001, la popolazione di Genova è variata da mwbam762 895 a mwbaq610 307 abitanti, per un decremento di mwbau152 588 unità, pari a una variazione negativa di circa il 20%. Al contrario della maggior parte delle altre città densamente popolate che hanno avuto una diminuzione dei residenti negli stessi anni, dove a una perdita di popolazione del capoluogo è corrisposto un aumento medio della popolazione dei comuni della stessa provincia, in grado di compensare la prima se non addirittura superarla, nel caso di Genova anche la somma della popolazione degli altri 66mwbay comuni della provincia è diminuita, passando dai mwbac282 214 abitanti del 1981 ai mwbag267 775 abitanti del 2001, per un decremento di mwbak14 439 unità, pari a una variazione negativa di circa il 5,1%.cite-ref-102[102] Tuttavia, attraverso il fenomeno della mwba4mwba8rapallizzazione turistica lungo la costa di levante, e dell'espansione edilizia legata alle attività dei porti industriali di Genova, mwbbaSavona e mwbbeVado Ligure, in collegamento tra loro, la città si è saldata con i comuni costieri in un unico agglomerato urbano di oltre mwbbi800 000 abitanti, riconfermando la sua realtà metropolitana al di là dei suoi confini comunali.
L'età media dei genovesi (al 31/12/2010) è di 47,2mwbbq anni, con un picco di 48,8mwbbu anni nel mwbbymunicipio (ex circoscrizione) Medio Levante.cite-ref-statistica-genova10-103-0[103] Lmwbbs'mwbbwmwbb0indice di vecchiaia (rapporto tra gli over 65 e gli under 15) cittadino è di 233 (ovvero vi sono 233 persone di 65mwbb4 anni e oltre per ogni 100mwbb8 giovani sotto i 15mwbca anni), con estremi nei municipi Val Polcevera (199) e Bassa Valbisagno (263); nel 2001 l'indice di vecchiaia cittadino era di 245.cite-ref-statistica-genova10-103-1[103]
A Genova il numero medio di componenti per famiglia al 31/12/2010 si attestava a 1,99 e vi erano mwbcw302 656 nuclei familiaricite-ref-statistica-genova10-103-2[103] Tra le famiglie il 43,9% era composto da un solo componente (mwbde132 960 famiglie), il 27,5% da due persone (mwbdi83 314 famiglie), il 16,9% da tre persone (mwbdm51 141 famiglie), il 9,4% da quattro persone (mwbdq28 522 famiglie) e il restante 2,2% (mwbdu6 719 famiglie) con cinque o più componenti.cite-ref-statistica-genova10-103-3[103]
Nel 2011 sono stati celebrati mwbds1 534 matrimoni (570 con rito religioso e 964 con rito civile),cite-ref-statistica-genova11-101-4[101] 28 in più rispetto al 2010 (+1,9%); a partire dal 2007 (quando le unioni furono mwbea2 087) vi è stato un forte calo nel numero complessivo di matrimoni, nonostante la popolazione residente nel periodo sia variata di poco. Il numero annuale medio di matrimoni per decennio era comunque in calo da tempo (4380 negli anni settanta, 3075 negli '80, 2551 nei novanta e 1928 nel primo decennio del nuovo secolocite-ref-statistica-genova10-103-4[103]), ma questo era in parte attribuibile al calo della popolazione generale. I matrimoni tra divorziati nel 2011 rappresentavano il 42,3% dei riti civili e il 26,5% del totale dei matrimoni.cite-ref-statistica-genova11-101-5[101] Dal 2004 il numero di matrimoni civili è superiore a quello dei matrimoni religiosi (principalmente per via dell'aumento di matrimoni in cui almeno uno dei due coniugi è divorziato).cite-ref-stat2-104-0[104]
Al 31 dicembre 2011, dai dati comunali, il municipio più popoloso era mwbe4I Centro Est, con mwbe890 098 residenti e una densità di popolazione di 127mwbfa abitanti per ettaro, mentre quello a maggiore densità di popolazione era mwbfeII Centro Ovest, con 141 abitanti per ettaro, per un totale di mwbfi68 378 residenti.cite-ref-statistica-genova11-101-6[101]
Il territorio del comune di Genova assunse l'attuale estensione nel 1926 con l'accorpamento di 19 comuni circonvicini. Al censimento del 1931 (il primo successivo all'annessione) la popolazione fu calcolata in 590 736 unità, superiore a quella dell'ultimo censimento del 2011, alla presentazione del quale la popolazione era di 586 180 abitanti.cite-ref-censimento2011liguria-105-0[105] Abitanti censiticite-ref-106[106]
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano mwbgi62 683, ovvero l'11,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-107[107]
• mwbgkEcuador mwbgo10 369
• mwbgwAlbania 6 630
• mwbg4Romania 6 210
• mwbhaMarocco 5 212
• mwbhiBangladesh 4 266
• mwbhqUcraina 2 901
• mwbhyCina 2 778
• mwbhgSenegal 2 665
• mwbhoPerù 2 489
• mwbhwNigeria 1 772
Religione
Sebbene la città sia nota per le sue passate simpatie mwbimsocialiste e mwbiqcomuniste e per essere stata una città di sinistra (fu a Genova che nacque il primo agglomerato nel 1892 che si chiamerà Partito dei Lavoratori Italiani, a Reggio nell'Emilia nel 1893 Partito socialista dei Lavoratori Italiani e poi a Parma nel 1895 mwbiuPartito Socialista Italiano), è sempre esistito un equilibrio tra poteri locali e curia mwbiycattolica che, dal canto suo, ha espresso personalità forti, come quella del cardinale mwbicGiuseppe Siri.
La stessa sinistra genovese ha raramente assunto posizioni mwbikanticlericali e la convivenza tra queste due anime ha talvolta portato a compromessi fra entrambe le parti, come nel caso delle mediazioni del cardinale mwbioGiuseppe Siri tra i mwbiscamalli e l'Autorità Portuale Genovese. Verso la fine della mwbiwseconda guerra mondiale, lo stesso cardinale, quando ancora era mwbi0vicario generale dell'arcivescovo mwbi4Boetto, aveva svolto il ruolo di mediatore tra la cittadinanza e l'amministrazione di occupazione tedesca, contribuendo a salvare il mwbi8porto di Genova dalla distruzione, prima dell'abbandono delle forze tedesche.cite-ref-108[108]
Genovesi erano mwbjupapa Benedetto XV e il cardinale mwbjySiri, mentre l'arcivescovo mwbjcAngelo Bagnasco è nato in provincia di Brescia da una famiglia genovese. Conosciuti a livello nazionale sono stati don mwbjgGianni Baget Bozzo, politologo, per un periodo vicino alla corrente mwbjkcraxiana del mwbjoPartito Socialista Italiano (per il quale fu europarlamentare dal 1989 al 1994) e tra i fondatori di mwbjsForza Italia, e don mwbjwAndrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto e vicino al mwbj0movimento no-global.
Vi sono numerosi santi e beati di nascita genovese o genovesi di adozione, testimoni della fede cristiana a Genova e in Liguria, tra questi: mwbj8Caterina Fieschi Adorno, mwbkaFrancesco Maria da Camporosso, mwbkeAgostino Roscelli, mwbkiEugenia Ravasco, mwbkmTommaso Reggio, mwbkqBenedetta Cambiagio Frassinello, mwbkuGianna Beretta Molla, mwbkyLuigi Orione, mwbkcVirginia Centurione Bracelli, mwbkgPaola Frassinetti.
Diversi santuari mariani sono presenti sul territorio municipale, mentre quello più conosciuto, tradizionale meta di pellegrinaggi nell'area genovese, il mwbkoSantuario di Nostra Signora della Guardia sul mwbksmonte Figogna, si trova nel vicino comune di mwbkwCeranesi. Infine va anche menzionato il mwbk0Santuario di Nostra Signora della Vittoria, eretto dalla mwbk4Repubblica di Genova nei pressi del Passo del Pertuso, nel comune di mwbk8Mignanego, in ricordo della vittoria conseguita dai genovesi il 10 maggio 1625 sull'esercito del duca di Savoia mwblaCarlo Emanuele I. L'insperata vittoria, ottenuta con l'apporto di numerosi volontari mwblipolceveraschi, fu attribuita all'intercessione della mwblmMadonna.
Istituzioni, enti e associazioni
• mwblcOspedale Evangelico Internazionale, Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto
• mwblkPubblica Assistenza Croce Bianca Genovese, opera nei settori dell'emergenza sanitaria, servizio sanitario, soccorso animali, protezione civile.
Media
Stampa
La prima mwbl0gazzetta a stampa apparsa in mwbl4Italia è considerata quella pubblicata a Genova dal 22 luglio 1639, chiamata mwbl8mwbmaGenova. Era stata pubblicata dal novellista Michele Castelli, che aveva ottenuto dal doge mwbmiAgostino Pallavicini il mwbmmprivilegio di pubblicare. A causa delle difficoltà politiche, chiuse nel 1646.cite-ref-109[109] Un secondo periodico, anch'esso con titolo mwbmgmwbmkIl Genova, iniziò le pubblicazioni a cadenza settimanale nel 1642. Il tipografo era Giovanni Maria Farroni, fino al 25 novembre 1656 allorquando fu rinchiuso in carcere; gli subentrò dal 12 gennaio al 26 ottobre del 1658 la coppia formata da Pier Giovanni Calenzani e da Francesco Meschini.cite-ref-110[110] Le pubblicazioni si interruppero nel 1684.
Il primo quotidiano di Genova, e uno dei più antichi di Italia, è stato il mwbm8mwbnaCorriere Mercantile, chiuso nel luglio 2015.
Nel 1886 nacque mwbnimwbnmIl Secolo XIX, tuttora il principale quotidiano di Genova, con sede in piazza Piccapietra. A Genova nacque anche mwbnqmwbnuIl Lavoro nel 1903, poi parte del mwbnyGruppo Editoriale L'Espresso e supplemento locale de mwbncLa Repubblica.
TV e radio
Le emittenti televisive situate a Genova sono mwbnsTelegenova, mwbnwPrimocanale, mwbn0Telenord e Antenna Blu; le principali emittenti radio sono invece mwbn8Radio Babboleo (nata nel 1976cite-ref-111[111]), mwboqRadio Nostalgia e mwbouRadio 19, di proprietà del Secolomwboy XIX.
Cultura
Istruzione
Studi superiori e accademie
• mwbo8Università degli Studi di Genova (con sedi decentrate a mwbpaImperia, mwbpePietra Ligure, mwbpiSavona, mwbpmChiavari e mwbpqLa Spezia)
Biblioteche e archivi
• mwbqiBiblioteca civica Berio
• mwbqqBiblioteca Franzoniana
• Biblioteca musicale del Conservatoriocite-ref-112[112]
• Biblioteca della mwbq8Società Ligure di Storia Patria
• mwbreArchivio di Stato di Genova (che custodisce, fra l'altro, i documenti ufficiali della mwbriRepubblica di Genova e del mwbrmBanco di San Giorgio; conserva inoltre l'archivio dei notai della città dal 1154)cite-ref-versione-on-line-113-0[113]
Esistono inoltre numerose biblioteche di quartiere.
Ricerca scientifica
Musei
• mwbseGalata − Museo del mare
• mwbsmMusei di Strada Nuova
• mwbscMuseo diocesano
• mwbs8Museo di Sant'Agostino
• mwbteMuseo della storia del Genoa
• mwbtmPalazzo Ducale
• mwbtuPalazzo Reale
• Museo di Santa Maria di Castellocite-ref-114[114]
• Museo Gipsoteca Venzanocite-ref-115[115]
• mwbuoMuseo Ebraicocite-ref-116[116]
• mwbvaMuseo nazionale Emigrazione Italianacite-ref-117[117]
• Osservatorio Astronomicocite-ref-118[118]
• Museo della Stampacite-ref-119[119]
• Museo Luzzaticite-ref-120[120]
• mwbwuCineteca Griffith
• Collezione d'arte Carigecite-ref-121[121]
• Museo Fantacinemacite-ref-122[122]
• mwbxeGalleria nazionale di palazzo Spinolacite-ref-123[123]
• mwbxcMuseo del Jazzcite-ref-124[124]
• mwbx0Museo dei Cappuccini
• Museo del Padre umile
Teatri
• mwbyiTeatro Carlo Felice
• mwbyqTeatro Nazionale, che gestisce quattro sale: mwbyuTeatro Ivo Chiesa, mwbyyTeatro Eleonora Duse, mwbycTeatro Gustavo Modena, mwbygSala Mercato
• mwbyoPoliteama Genovese
• mwbywTeatro di Sant'Agostino (sede della mwby0compagnia del teatro della Tosse)
• mwby8Teatro del Ponente
• mwbzeTeatro della Gioventù
• mwbzmTeatro Govi
• mwbzuTeatro Garage
• mwbzcTeatro Verdi
• mwbzkTeatro Von Pauer
Zone fieristiche
Eventi
• mwb0oSalone nautico di Genova (dal 1962)
• mwb0wRolli Days (dal 2009)
• mwb04Euroflora (dal 1966)
• mwb1aGoa-Boa Festival (dal 1998)
• mwb1iFestival della scienza (dal 2003)
• mwb1qPremio Paganini (dal 1954)
• mwb1yConfuoco (dal XIV secolo)
• mwb1gFestival internazionale di poesia di Genova (dal 1995)
• mwb1oSuq Festival (dal 1999)
• mwb1wGenoa Open Challenger (dal 2003)
• TED (dal 2001)
• mwb18Festival internazionale del balletto di Nervi (dal 1955)
• La Voce e il Tempo (dal 2016)
• Circumnavigando Festival (dal 2000)
Musica
Sono scarse le informazioni sull'attività musicale nei primi anni della storia della città. E anche successivamente, la potente Repubblica di Genova, per molti anni, ha sempre rivolto maggiore attenzione ai commerci e al mantenimento delle proprie colonie.
Una discreta presenza, degna di essere evidenziata, si registra comunque ai tempi dei mwb2ymwb2ctroubadors e uno dei personaggi più rappresentativi risponde al nome di mwb2gLanfranco Cigala (morto nel 1258 circa), uomo di legge, buon conoscitore della mwb2klingua occitana a lui familiare per i frequenti viaggi in mwb2oProvenza quale rappresentante diplomatico della mwb2sRepubblica di Genova.
È intorno alla sua persona che si riunisce un gruppo di borghesi, anch'essi per la maggior parte giuristi (Bonifacio Calvo, Lucchetto Gattilusio, Percivalle e Simone Doria), che danno vita a un cenacolo trobadorico tra i più importanti d'Italia. Si incontravano in casa di Lanfranco, loro indiscusso vate, per discutere, leggere e ispirarsi alle rime dei più famosi esponenti della lirica provenzale.
Negli anni successivi, riferimenti sulla vita musicale a Genova sono reperibili solo consultando archivi ecclesiastici in quanto tale attività è sostenuta e favorita dalla Chiesa e dalla nobiltà locale. I musicisti citati però provengono soprattutto da regioni limitrofe: mwb24Franchino Gaffurio (mwb28Lodi, 1451-1522), sacerdote e teorico musicale al servizio della mwb3afamiglia Adorno;cite-ref-126[126] mwb3uVincenzo Ruffo (mwb3yVerona, 1510-1587), compositore, maestro di cappella nei Duomo di Verona e Milano, a Genova al servizio di mwb3cAndrea Doria.
Verso la fine del Cinquecento la vita musicale della città registra un grande impulso grazie alle iniziative della mwb3kCattedrale di San Lorenzo che si organizza assumendo cantori e strumentisti fino a costituire un imponente organico musicale composto da un coro di 65 elementi e 34 orchestrali.
In questo periodo si distinguono i due maestri di cappella, ambedue genovesi, Giovanni Battista Dalla (Della) Gostena (1558 circa-1593), autore anche di madrigali e opere per liuto e il nipote Simone Molinaro (1565-1615), i cui temi musicali sono stati utilizzati da mwb3sOttorino Respighi per una parte delle mwb3wAntiche Arie e Danze, Suite numero 1. Un altro organista importante della Cattedrale è stato Michelangiolo Rossi (1601/2-1656) uno dei migliori allievi di Frescobaldi.
Non è un caso se mwb4iNiccolò Paganini (1782-1840), il più illustre musicista genovese, abbia tenuto i suoi primi concerti in diverse chiese della città. Acclamato violinista di eccezionale virtuosismo, Paganini è stato anche un compositore innovativo che ha scritto importantissime opere per il suo strumento (tra cui 24 Capricci, Variazioni, Concerti, 'Moto Perpetuò Sonate à mouvement perpetual 1831-1835). I suoi insegnanti furono Giacomo Costa, e Francesco Gnecco.
La sua prodigiosa tecnica è arrivata sino ai giorni nostri attraverso i musicisti che l'hanno tramandata: la catena incomincia con Camillo Sivori (1815-1894) suo unico allievo, che a sua volta insegnò a Francesco Sfilio e quest'ultimo a Giuseppe Gaccetta.
Per volontà di Gaccetta, nel 2000, è stata costituita una fondazione intitolata a Francesco Sfilio. Il ricordo di Paganini viene tenuto vivo dall'Istituto di Studi Paganiniani, di cui è stata grande animatrice mwb4uAlma Brughera Capaldo, editore dei mwb4yQuaderni. Il Comune di Genova, dal canto suo, organizza ogni due anni il mwb4cPremio Paganini, concorso internazionale di violino con lo scopo di premiare nuovi giovani talenti. Dalla sua fondazione ha laureato artisti importanti, tra i quali mwb4gGyörgy Pauk, mwb4kGérard Poulet, mwb4oSalvatore Accardo, mwb4sGidon Kremer, mwb4wIl'ja Grubert e, in seguito, mwb40Massimo Quarta, mwb44Giovanni Angeleri, mwb48Leōnidas Kavakos, mwb5aIlja Gringol'c e Shoji Sayaka. Nella serata conclusiva il vincitore del Premio ha l'onore di suonare il violino con cui si esibiva Paganini: un mwb5iGuarneri del Gesù del 1743 detto "il Cannone di Paganini".
Tra i tanti violinisti genovesi degni di citazione si ricordano mwb5qGiovanni Antonio Guido che in Francia, dove era emigrato, ottenne un notevole successo con l'opera mwb5uScherzi armonici sopra le quattro stagioni dell'anno, op. 3 (a imitazione di quelle di Vivaldi); mwb5yCesare Pugni, oltre che violinista virtuoso anche compositore di opere, musica strumentale e balletti. Non c'è stata grande ballerina del periodo romantico che non si sia esibita in coreografie sulla musica di Pugni.
Genova è sempre stata anche un approdo di molti importanti musicisti. Punto aggregante il Teatro del Falcone (di proprietà della Famiglia Adorno) inaugurato nel 1652. Da questo teatro sono passati: Cavalli, Lotti, Monteverdi, Galuppi, Cimarosa, ecc. Nella seconda metà del Seicento si stabilisce a Genova mwb5gAlessandro Stradella, figura importante del medio barocco italiano, compositore di melodrammi, personalità estroversa altalenante tra una vita dedita alla composizione e una vita scioperata.
Molti sono gli artisti che, nati a Genova, hanno trovato importanti riconoscimenti nei diversi settori del mondo musicale lavorando soprattutto all'estero: Carlo Emanuele Barbieri, compositore di numerose opere teatrali e balletti, direttore molto considerato nel campo operistico e dal 1862 direttore del Teatro Nazionale di mwb5oBudapest; mwb5sMichele Novaro, secondo tenore e maestro dei cori del mwb5wTeatro Regio di Torino, compositore di numerosi inni tra cui l'inno nazionale italiano su testo di mwb50Goffredo Mameli; mwb54Margherita Carosio, uno dei più grandi soprani dei suoi tempi con una carriera di quasi cinquant'anni in tutti i più importanti teatri del mondo; mwb58Piero Guelfi, baritono operante intorno alla metà del XX secolo; Giuseppe Barzizza, conosciuto come mwb6aPippo Barzizza, direttore d'orchestra e compositore, autore anche di un trattato sull'orchestrazione moderna nella musica leggera; mwb6eAngelo Francesco Lavagnino, ottimo violinista e compositore di musica da camera, sinfonica sacra e teatrale e di numerosissime colonne sonore di film; mwb6iNatalino Otto, iniziatore del genere mwb6mmwb6qswing in Italia, un innovatore nel campo della musica leggera; Giancarlo Acquisti studioso del periodo barocco (direttore dellmwb6u'mwb6yAntologia Monografica dal Barocco ai Tempi Nostri) e compositore.
Negli anni sessanta a Genova nasce un movimento che, seppur in altri termini, forme e consistenza musicale, sembra ricalcare la filosofia del cenacolo trobadorico di Lanfranco Cigala: un gruppo di giovani, di provenienze ed esperienze diverse nel campo poetico e musicale, trova a Genova un ideale punto d'incontro. L'influsso degli mwb6gchansonnier d'oltralpe, in alcuni di loro, è evidente. Nell'immaginario collettivo vengono definiti cantautori. I genovesi di nascita sono tre: mwb6kUmberto Bindi, mwb6oFabrizio De André e mwb6sIvano Fossati.
Bindi, musicalmente il meglio preparato, si propone con una melodia raffinata e articolata. Il suo mwb60Arrivederci (1959) ha un notevole connotato di rinnovamento della canzone italiana. De Andrè primeggia per la sua vena poetica e la grande attenzione che pone nella scelta delle storie e argomenti che affronta. Il suo melodiare semplice ed efficace lo rende facilmente comprensibile al popolo. Dopo un inizio stentato, tanto da fargli meditare l'abbandono, ottiene un improvviso, inatteso successo con mwb64mwb68La canzone di Marinella che segna la svolta alla sua carriera. mwb7aIvano Fossati, uno dei più colti artisti della scena musicale italiana, più musicista che cantautore, autore di memorabili canzoni scritte anche per altri, nasce e vive nella città ligure.
Gli altri cantautori hanno provenienze diverse come diverse sono le loro attività iniziali. mwb7iGino Paoli è nato a mwb7mMonfalcone: originariamente pittore grafico, senza specifiche conoscenze musicali, si dedica alla canzone in modo casuale, ma ciò non gli impedisce di inanellare una lunga serie di successi da mwb7qIl cielo in una stanza a mwb7uSapore di sale, mwb7ySenza fine, ecc. mwb7cLuigi Tenco è nato a mwb7gCassine ma la famiglia si trasferisce a Genova quando lui ha circa dieci anni. In lui, più che in altri, si avverte l'influsso degli mwb7kchansonnier: mwb7oPrévert, mwb7sKosma (la loro mwb7wFeuilles mortes aleggia in mwb70Mi sono innamorato di te), mwb74Brassens, mwb78Brel. mwb8aBruno Lauzi, nato ad mwb8eAsmara ma cresciuto a Genova, autore, fra i tanti brani, di quel mwb8iIl Poeta che potrebbe essere considerato il "manifesto" di questo gruppo di creativi. Ironico, malinconico, realista, nonostante le numerose canzoni di successo, sconta una certa indifferenza da parte dei critici e dei discografici. È infine cresciuto e ha studiato a Genova mwb8mAngelo Branduardi, detto mwb8qil Menestrello, celebre per le sue contaminazioni con la musica classica, rinascimentale, celtica e bretone.
Negli anni settanta la città si afferma come uno dei principali centri del mwb8yrock progressivo italiano grazie a band quali mwb8cNew Trolls, mwb8gDelirium, mwb8kGarybaldi, mwb8oLatte e Miele e mwb8sPicchio dal Pozzo.
Altri gruppi genovesi affermatisi nel corso del tempo sono i mwb80Matia Bazar, i mwb84Dirty Actions, i mwb88Necrodeth, i mwb9aMeganoidi, gli mwb9eEx-Otago e gli mwb9iIanva.
Canto polivocale popolare tipico di Genova è il mwb9qtrallalero.
Cucina
Fu a Genova che nel 1574 si costituì la prima Corporazione dei Pastai con un proprio statuto (Capitoli dell'arte dei Fidelari). Oltre alla rivendicata paternità del mwb9wpesto, della mwb90focaccia genovese, dei mwb94jeans e del gioco del mwb98lotto, Genova lega il suo nome anche alla nascita, insieme con altre città, dell'usanza dell'mwb-aaperitivo.
Geografia antropica
Area metropolitana
Nella concezione di area metropolitana estesa, il territorio comprende interamente la mwb-cCittà metropolitana di Genova e la mwb-gProvincia di Savona, il cordone urbano costituito dai comuni costieri della mwb-kRiviera dei Fiori in mwb-oProvincia di Imperia e della Riviera Spezzina in mwb-sProvincia della Spezia, e i territori dell'mwb-wOvadese e del mwb-0Novese, al di fuori dei confini regionali, e appartenenti amministrativamente al mwb-4Piemonte (mwb-8Provincia di Alessandria), per un totale di mwb-a4 836,84mwb-e km² e mwb-i1 539 669 abitanti.
La fascia costiera è frequentemente urbanizzata; scarsi elementi antropologici si riscontrano solo in prossimità del mwb-qParco naturale regionale di Portofino e di alcune porzioni di litorale, in particolare nelle mwb-uCinque Terre, tra mwb-yDeiva Marina e Framura, nei pressi di Punta Mesco, Punta Manara e Punta Baffe, intorno a mwb-cZoagli, nell'area di mwb-gVesima, nella località mwb-kPiani d'Invrea e in prossimità del promontorio di mwb-oCelle Ligure, nel Finalese e presso Punta Murena; l'mwb-shinterland si estende invece lungo l'mwb-wAppennino Ligure, la cui sommità è raggiunta dal mwb-0Monte Maggiorasca con i suoi 1.809mwb-4 m. Lungo i rilievi sono state istituite diverse aree protette come il mwb-8Parco naturale regionale del Beigua, il mwcaaParco naturale regionale dell'Antola, il mwcaeParco naturale regionale dell'Aveto, il mwcaiParco naturale regionale di Bric Tana, il mwcamParco naturale regionale di Piana Crixia, il mwcaqParco naturale delle Capanne di Marcarolo.
I principali corsi d'acqua sono: il mwcayLetimbro, il mwcacSansobbia, la mwcagCerusa, la mwcakLeira, il mwcaoPolcevera, il mwcasBisagno, l'mwcawEntella, il mwca0Petronio e la Vara che sfociano nel mwca4Mar Ligure; la mwca8Bormida, lo mwcbaStura, l'mwcbeOrba, il mwcbiLemme, lo mwcbmScrivia e il mwcbqTrebbia che sono subaffluenti del mwcbuPo. Numerosi sono i piccoli laghi appenninici, molti dei quali artificiali. Uno dei più rilevanti è il mwcbyLago del Brugneto.
Sebbene l'area metropolitana non sia un concetto istituzionalizzato, a differenza della mwcbgcittà metropolitana, essa nel caso genovese risulta formata dalla continuità di alcuni territori, connessi tra loro per ragioni geografiche, urbanistiche, socio-culturali, economiche, linguistiche, e storiche.
Il territorio si estende anche oltre i confini amministrativi regionali e abbraccia praticamente tutta la regione, eccetto i comuni non costieri della province di mwcboImperia e di mwcbsLa Spezia. Si individuano così cinque grandi comprensori, due centrali all'area metropolitana (mwcbwCittà metropolitana di Genova e mwcb0Provincia di Savona) e tre periferici (mwcb4Riviera dei Fiori, mwcb8Riviera Spezzina e mwccaOltregiogo). Di questi tre, due rappresentano il corridoio metropolitano costiero, e il terzo ne è il naturale retroterra.
| Area | Comprensori | Regione | Provincia | Superficie | Popolazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Città metropolitana di Genova | Genovesato; Tigullio | Liguria | Città metropolitana di Genova | 1.833,79 | 851.987 |
| Provincia di Savona | Riviera delle Palme ; Montenotte ; Ingauno | Liguria | Provincia di Savona | 1.546,29 | 279.754 |
| Riviera dei Fiori | Solo i comuni costieri | Liguria | Provincia di Imperia | 263,22 | 180.049 |
| Riviera Spezzina | Solo i comuni costieri, inclusi quelli delle Cinque Terre , escluso quello di Sarzana | Liguria | Provincia della Spezia | 202,09 | 124.071 |
| Oltregiogo | Novese ; Ovadese | Piemonte | Provincia di Alessandria | 991,45 | 103.808 |
| Area metropolitana di Genova | Città Metropolitana di Genova; Provincia di Savona; Riviera dei Fiori; Riviera Spezzina; Oltregiogo | Liguria; Piemonte | Città metropolitana di Genova; Provincia di Savona; Provincia di Imperia; Provincia della Spezia; Provincia di Alessandria | 4.836,84 | 1.539.669 |
Suddivisioni amministrative
Fino alla metà del XIX secolo il territorio urbano di Genova rimase quello delimitato dalla cerchia muraria del Seicento, le cosiddette mwcg8Mura Nuove, suddiviso in sei rioni, detti mwchasestieri. L'espansione urbanistica del comune, motivata dalla necessità di ampliare i confini cittadini per far spazio a nuove infrastrutture e zone residenziali, ebbe inizio nel 1874, quando vennero accorpati i limitrofi comuni della bassa val Bisagno mwcheFoce, mwchiMarassi, mwchmSan Francesco di Albaro, mwchqSan Fruttuoso, mwchuSan Martino di Albaro e mwchyStaglieno.cite-ref-guida-127-0[127]
Il processo di costituzione della "mwchwGrande Genova" fu portato a compimento nel 1926 con uno dei più vasti ampliamenti territoriali condotti in Italia in quel periodo. Negli stessi anni il regime mwch0fascista aveva provveduto ad analoghe operazioni di accorpamento in molte grandi città italiane, ma il caso genovese si distinse per l'entità dell'incremento territoriale e demografico, che vide coinvolti, accanto a piccoli comuni rurali, vere e proprie cittadine connotate da una forte identità, quali mwch4Sampierdarena e mwch8Sestri Ponente.cite-ref-electa-128-0[128]
Con questo ampliamento i confini della città vennero portati a ovest sino a mwciuVoltri, a est sino a mwciyNervi, a nord sino a mwcicPontedecimo e mwcigStruppa, raggiungendo una notevole estensione e portando la popolazione del comune da mwcik335 000 a mwcio580 000 abitanti.cite-ref-guida-127-1[127] Gli storici comuni inglobati del comune di Genova, all'epoca chiamati "delegazioni" e ora inglobati nei mwci8nove municipi cittadini, conservano ancora in gran parte inalterata l'originaria struttura di piccole città, con propri centri e periferie, culture e tradizioni.
Durante il mwcjemwcjiboom economico degli anni 1960 vennero ampliati tutti i quartieri con nuove costruzioni e costruiti nuovi quartieri popolari come mwcjmCa' Nuova e il mwcjqBiscione.
Non è difficile osservare come gli abitanti dei rioni periferici guardino al centro cittadino come a una città differente, usando la locuzione mwcjyandare a Genova per riferire l'intenzione di recarsi al centro della città. Tale insieme di località diverse, fuse in un'unica realtà urbana e suburbana, rende la città affascinante e unica, simile per certi versi a certi agglomerati urbani industriali dell'mwcjcInghilterra.
La città di Genova è suddivisa in nove grandi aree, denominate Municipi, istituite nel 2007 dal consiglio comunale di Genova.cite-ref-testoregolamento-129-0[129] Ogni Municipio conta in media circa mwcj065 000 abitanti e i due più popolosi sono il Centro-Est e la Bassa Val Bisagno.
| # | Municipio | Popolazione al 31/12/20 [ 130 ] | % sul totale | Ex circoscrizioni |
|---|---|---|---|---|
| I | Centro-Est | 86 210 | 15,2% | Prè - Molo - Maddalena , Oregina - Lagaccio , Castelletto , Portoria |
| II | Centro-Ovest | 65 296 | (11,5%) | Sampierdarena , San Teodoro |
| III | Bassa Val Bisagno | 71 807 | (12,6%) | Marassi - Quezzi , San Fruttuoso |
| IV | Media Val Bisagno | 53 397 | (9,4%) | Staglieno , Molassana , Struppa |
| V | Valpolcevera | 57 486 | (10,1%) | Rivarolo , Bolzaneto , Pontedecimo |
| VI | Medio Ponente | 58 545 | (10,3%) | Sestri Ponente , Cornigliano |
| VII | Ponente | 56 715 | (10,0%) | Voltri , Pra' , Pegli |
| VIII | Medio Levante | 58 031 | (10,2%) | Foce , San Martino , Albaro |
| IX | Levante | 61 512 | (10,8%) | Valle Sturla, Sturla - Quarto , Nervi - Quinto - Sant'Ilario |
Economia
Nel mwcraMedioevo Genova vantava il primato di essere la prima città a reintrodurre in chiave moderna l'mwcreoro nella monetazione occidentale, coniando il mwcriGenovino, subito copiato da mwcrmFirenze nel peso e nel titolo e, ancor più tardi da mwcrqVenezia. Il primato economico genovese ha il suo apogeo sul finire del mwcrusecolo XIII, quando mwcryPisa è sconfitta e i commerci sono al massimo splendore.
La sua mwcr0economia e il suo mondo del lavoro hanno subito negli ultimi decenni notevoli mutamenti, passando da una connotazione prettamente mwcr4industriale fondata sull'industria principale, quella del mwcr8porto, a una più moderna basata sui servizi (mwcsaterziario avanzato, mwcseturismo, mwcsicommercio, ecc.).
In questo senso vanno considerati i recuperi di aree degradate nelle valli dei due principali torrenti cittadini, mwcsqBisagno e mwcsuPolcevera. Genova è anche sede del mwcsySalone nautico, che si svolge nella mwcsczona fieristica della città, la principale esposizione europea di nautica da diporto.
L'attività portuale è in netta ripresa, sebbene sia sempre frenata da un'insufficiente rete infrastrutturale di supporto, soprattutto ferroviaria. In questo senso si ritiene che la progettata linea ferroviaria ad mwcskAlta Velocità-Alta Capacità mwcssTortona/Novi Ligure-Genova ("terzo valico dei Giovi"), che unirà Genova a mwcswRotterdam), possa risolvere, se portato a compimento, parte di tali problemi.
Un altro fattore nuovo di Genova è la ricerca tecnologica. A fianco dei già presenti centri di ricerca (tra cui spicca l'ospedale pediatrico mwcs4Gaslini) si è affiancato da poco l'mwcs8Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Inoltre sulla collina degli mwctaErzelli sono in corso i lavori per la costruzione d'un parco scientifico tecnologico, che tra l'altro prevede il trasferimento sulla collina dell'ex Facoltà di Ingegneria dell'mwcteUniversità di Genova.
Genova è città industriale in chiave moderna con importanti aziende e multinazionali quali "Porto di Genova" (che comprende al suo interno una ventina di aziende-terminal tra cui la VTE), mwctmLeonardo, mwctqAnsaldo Energia, mwctuAnsaldo STS, mwctyERG, mwctcPiaggio Aerospace, mwctgCosta Crociere, mwctkRINA, Cantiere Navale di Genova Sestri Ponente; è anche città di sviluppo scientifico-tecnologico e città d'arte, cultura e turismo (il centro storico è ricco di monumenti, quali Porto Antico, Palazzo Imperiale, Palazzo Reale, Palazzo Ducale, Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Acquario, Fiera Internazionale, oltre a moltissimi musei, castelli, ville e palazzi nobiliari, parchi, borghi storici come Boccadasse e i litorali balneari dell'estremo Ponente e del Levante cittadino).
Turismo
Dall'estate 2017 si è riscoperta nella città a forte valenza turistica, come dimostrano i dati pubblicati dalla Regione Liguria che citano 7,6 milioni di presenze nella stagione estiva 2017.cite-ref-131[131]
Il forte traino del turismo è rappresentato dall'Acquario di Genova, dai borghi marinari limitrofi e dal centro storico medioevale più grande d'Europa, caratterizzato da strade strette e ripide denominate mwcuuCaruggi di Genova.
Infrastrutture e trasporti
Nodo di Genova
Il mwcukNodo di Genova è il sistema stradale di scorrimento veloce che svolge funzione di tangenziale esterna e interna alla città. Esso è costituito dall'interscambio delle autostrade mwcuodei Giovi (A7 Milano - Genova), mwcusdei fiori (A10 Genova - Ventimiglia), mwcuwazzurra o tirrenica (A12 Genova - Roma) e mwcu0dei trafori (A26 Genova - Gravellona Toce),cite-ref-132[132] che percorrono l'interno e cingono a monte i quartieri costieri della città. La rete autostradale è connessa alla rete stradale di scorrimento veloce da mwcviSestri Ponente fino a mwcvmNervi, attraverso la continuità di varie arterie, dotate di propri svincoli cittadini, che permettono l'attraversamento rapido della città (strada a scorrimento veloce "Guido Rossa", Lungomare "Giuseppe Canepa", mwcvqsopraelevata Aldo Moro, Viale delle Brigate Partigiane e Viale Brigata Bisagno, mwcvuPedemontana Corso Europa).
Strade
La città è servita da diverse strade statali e provinciali:
• mwcvostrada statale 1 Via Aurelia, Roma - Ventimiglia;
• mwcvwstrada statale 45 di Val Trebbia, Genova - Piacenza;
• mwcv4strada statale 35 dei Giovi, Genova - Milano - Ponte Chiasso;
• mwcwastrada statale 225 della Val Fontanabuona, Chiavari - mwcweBoasi;
• mwcwmstrada provinciale 226 di Valle Scrivia, Laccio - Busalla;
• mwcwuStrada Statale 456 del Turchino Astimwcwy – Genova.
Fanno parte del mwcwgsistema viario di Genova alcune arterie urbane di attraversamento quali le strade di circonvallazione "a mare" e "a monte", oltre che l'asse viario costiero realizzato negli anni parallelamente al primitivo tracciato della mwcwkVia Aurelia.
Ferrovie
La città è servita da due importanti stazioni nazionali, quella di mwcxuGenova Piazza Principe e quella di mwcxyGenova Brignole.
Nell'ambito del territorio comunale, oltre alle stazioni principali, sono comprese anche venti fra stazioni e fermate destinate al traffico regionale che servono capillarmente i quartieri genovesi.cite-ref-133[133]
Da Genova si sviluppano cinque direttrici ferroviarie, la linea costiera verso ponente mwcx0Genova-Ventimiglia, la linea costiera verso levante mwcx4Genova-Pisa, la linea mwcx8Genova-Ovada-Acqui Terme (parte della storica Genova-Asti) verso l'mwcyaOvadese e l'mwcyeAcquese, la mwcyisuccursale del Giovi e la mwcymferrovia Torino-Genova. Le due direttrici verso il Nord Italia, entrambe realizzate nella seconda metà dell'Ottocento, sono vitali per lo smaltimento delle merci del porto di Genova. Per ottimizzare lo smistamento delle merci in arrivo al porto di Genova e velocizzarne il trasferimento verso le loro destinazioni nel nord Italia e nell'Europa centro-meridionale, è in fase di realizzazione fra Genova e Tortona una nuova linea prevalentemente in galleria storicamente denominata "mwcyqmwcyuterzo valico".
Genova è inoltre collegata con la località di mwcycCasella (sul versante padano degli Appennini) con una mwcygferrovia a mwcykscartamento ridotto metrico, a vocazione prevalentemente turistica; tale ferrovia, chiusa all'esercizio dal 2013 per consentire importanti lavori e riaperta il 21 maggio 2016, congiunge piccoli borghi nella campagna, superando infine di poco il crinale spartiacque tra il versante del Mar Ligure e la Pianura Padana.
Mobilità metropolitana
La società cui è affidata la gestione dei servizi pubblici della città è l'mwczuAzienda Mobilità e Trasporti (AMT). Dagli anni 1990 l'offerta tariffaria è contraddistinta dalla integrazione tra mezzi gestiti da AMT e dai treni che circolano nelle stazioni in ambito cittadinocite-ref-134[134] Ciò permette l'utilizzo dei bus e dei treni del trasporto regionale utilizzando il medesimo biglietto. L'azienda gestisce 142 linee mwczoautobus e mwczsfilobus con 2498 fermate, i servizi Volabus e Drinbus, 6 linee Taxibus, 17 linee integrative, 1 servizio a chiamata riservato ai disabili, mwczw12 ascensori pubblici, la metropolitana, le 2 funicolari, la ferrovia a cremagliera, la ferrovia a scartamento ridotto e il navebus.
Dal 1990 è attiva nel capoluogo ligure una linea di metropolitana leggera in prevalenza sotterranea. La linea è stata progressivamente allungata con grandi ritardi e vari aumenti della spesa preventivata. La mwcz4Metropolitana di Genova conta 8 stazioni e collega il centro cittadino con il quartiere periferico di mwcz8Certosa (stazione Brin).
In passato la città era servita da un'estesa mwcaerete tranviaria urbana, la cui ultima linea fu soppressa nel 1966.
L'offerta di trasporto pubblico metropolitano a Genova è strutturata mediante 9 linee urbane dotate di 53 stazioni disseminate sul territorio comunale e ripartite sui seguenti servizi:
• 3 linee di treni regionali con servizio metropolitano e 22 stazioni cittadine (svolti da mwcauTrenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la mwcayRegione Liguria):
• Brignole-Pontedecimo
• Brignole-Acquasanta
• Vesima-Nervi
• mwcawFerrovia Genova-Casella (gestito AMT): tratta Manin-Casella con servizio metropolitano e 3 stazioni cittadine
• mwca4Metropolitana (gestito da AMT): tratta Brin-Brignole e 8 stazioni cittadine
• mwcbaFerrovia Principe-Granarolo (gestito da AMT) con 9 stazioni cittadine
• mwcbiFunicolare Zecca-Righi (gestito da AMT) con 7 stazioni cittadine
• mwcbqFunicolare Sant'Anna (gestito da AMT) con 2 stazioni cittadine
• Navebus Pegli-Porto Antico (gestito da AMT)cite-ref-135[135]
Le quattro linee ferroviarie urbane proseguono il loro tragitto, nelle rispettive direzioni, servendo la città e l'area metropolitana. Completano questo i seguenti servizi marittimi:
• Navetta "Genova-Camogli" (gestito da Alimar e Golfo Paradiso Trasporti Marittimi)
• Navetta "Genova-Portofino" (gestito da Alimar e Golfo Paradiso Trasporti Marittimi)
Porti
Il mwccaPorto di Genova comprende il porto commerciale e quello passeggeri. Il complesso portuale ha specifiche connotazioni per le diverse funzionalità e i servizi portuali. In esso sono presenti e sviluppate molteplici attività quali la commerciale dello scambio delle merci, la petrolifera, l'industriale e quelle delle attività retro portuali e della cantieristica e delle riparazioni navali, della mobilità portuale e ferroviaria e quindi tutta la complessa attività legata al trasporto dei passeggeri e turisti.cite-ref-puc-sistema-infrastrutture-logistica-136-0[136] I numeri, riferiti al 2008, sono di un totale movimentato di 55,66 milioni di tonnellate, con un traffico commerciale di 50,64 milioni di tonnellate e un traffico passeggeri di 3,26 milioni.cite-ref-puc-sistema-infrastrutture-logistica-136-1[136] È previsto un ulteriore sviluppo delle aree e il loro ridisegnamento, il cosiddetto mwcckWaterfrontcite-ref-puc-sistema-portuale-litorale-137-0[137] con il quale verranno realizzate nuove aree portuali e infrastrutture e riqualificati alcuni degli spazi esistenti.cite-ref-puc-sistema-infrastrutture-logistica-136-2[136]
Realtà a sé sono i porti turistici:cite-ref-puc-sistema-portuale-litorale-137-1[137] quello di Sestri Ponente (porto commerciale 2ª categoria, I classe); il mwcdwPorto storico (porto commerciale 2ª categoria, I classe); il Duca degli Abruzzi (porto commerciale 2ª categoria, I classe); quello alla Fiera del Mare (porto turistico non classificato) e quello di Nervi (porto pubblico 2ª categoria, IV classe).
Aeroporti
L'mwcd8Aeroporto di Genova-Sestri "Cristoforo Colombo" è situato su una penisola artificiale realizzata nello specchio d'acqua antistante mwceaSestri Ponente. È il principale della Liguria e il traffico generato in termini di passeggeri, seppur minore rispetto ad altri aeroporti, porta comunque a circa un milione e mezzo di passeggeri all'anno. Marginale risulta invece la movimentazione annuale di merci, con totale di circa 25mwcee 00 tonnellate fra merci e posta.cite-ref-138[138]
Le destinazioni raggiungibili da Genova con voli diretti sono 15 e sono le seguenti:
mwcegItalia:
mwceoRoma - mwcesITA Airways
mwcf0Lamezia Terme – mwcf4Ryanair
mwcgmEuropa:
mwcg4Barcellona – mwcg8Vueling
Infrastrutture in costruzione o pianificate
Oltre alle infrastrutture esistenti, a Genova vi è una serie di infrastrutture in costruzione o pianificate per una futura realizzazione:
• il mwch8terzo valico ferroviario, nuova linea ferroviaria ad alta velocità ed alta capacità in costruzione tra Genova e mwciaTortona;
• la mwciigronda autostradale, nuova autostrada del ponente cittadino (area ad ovest del centro città) la cui costruzione è in programma;
• la nuova mwciqdiga foranea davanti al mwciuporto;
• il mwcicnodo ferroviario;
• l'ampliamento dell'mwcjaaeroporto;
• il parco scientifico-tecnologico degli mwcjiErzelli;
• lo mwcjqscolmatore del mwcjuBisagno;
• il Waterfront di Levante presso la mwcjcfiera di Genova.
Amministrazione
Consolati
A Genova hanno sede i seguenti consolati:cite-ref-139[139]
Consolati generali onorari
mwckgDanimarca, mwckkHonduras, mwckoIslanda, mwcksMonaco, mwckwPaesi Bassi, mwck0Romania, mwck4Svezia, mwck8Thailandia, mwclaTurchia.
Consolati generali
Consolati onorari
mwclwAlbania, mwcl0Austria, mwcl4Azerbaigian, mwcl8Belgio, mwcmaBrasile, mwcmeBulgaria, mwcmiRepubblica Ceca, mwcmmCile, mwcmqCipro, mwcmuColombia, mwcmyCosta Rica, mwcmcEl Salvador, mwcmgEstonia, mwcmkFinlandia, mwcmoGabon, mwcmsGermania, mwcmwGran Bretagna, mwcm0Grecia, mwcm4Guinea, mwcm8Guinea Equatoriale, mwcnaHaiti, mwcneIndonesia, mwcniKazakistan, mwcnmLituania, mwcnqLussemburgo, mwcnuMalta, mwcnyMessico, mwcncNorvegia, mwcngPolonia, mwcnkPortogallo, mwcnoRepubblica del Congo, mwcnsSenegal, mwcnwSudafrica, mwcn0Svizzera, mwcn4Ucraina, mwcn8Uganda, mwcoaUngheria, mwcoeUruguay.
Consolati
mwcouSan Marino, mwcoyTunisia.
Agenzia consolare onoraria
mwcooStati Uniti d'America.
Agenzia consolare
mwco4Francia.
Gemellaggi
Risale al 1958 il primo gemellaggio formale, per vicinanza geografica e culturale, con la città francese di mwcpeMarsiglia, la rivale di sempre nel titolo di primo porto del Mediterraneo. Oltre l'oceano Atlantico la seconda, con mwcpiColumbus negli Stati Uniti nel 1964, a cui sono seguiti diversi gemellaggi con altre città europee ed extra-europee.cite-ref-140[140]
• Marsiglia, dal 1958
• Columbus, dal 1964
• Odessa, dal 1979
• Baltimora, dal 1985
• Chio, dal 1990
• Fiume, dal 2004
• Beyoğlu, dal 2007
• Rjazan', dal 2019
• Carloforte, dal 2020cite-ref-141[141]
• Calasetta, dal 2020
Genova ha stretto accordi di "collaborazione e amicizia" e di "intesa sulla collaborazione turistica" con molte città sia italiane sia straniere, tra le quali alcuni importanti centri commerciali e turistici internazionali come mwcr0Barcellona, mwcr4Belém, mwcr8Atene, mwcsaLa Paz, mwcseSan Pietroburgo, mwcsiEkaterinburg, mwcsmKiev, mwcsqValparaíso, mwcsuSanto Domingo, mwcsyHebron e mwcscLione, assieme a collaborazioni con molte altre città minori.cite-ref-144[144]
Sport
Lo sport più popolare a Genova è il mwctqcalcio, con le due squadre cittadine del mwctuGenoa e della mwctySampdoria costantemente ai vertici di questo sport in Italia fin dall'inizio del XX secolo. Le due squadre danno vita al cosiddetto mwctcderby della Lanterna, uno degli eventi più seguiti in città. Tra gli altri sport di squadra, Genova e tutto il litorale ligure vantano un'ottima tradizione nella mwctgpallanuoto.
Nel ciclismo, Genova è stata sede di tappa del mwctoGiro d'Italia per 85 volte, e dal 1934 vi si svolge il mwctsGiro dell'Appennino, una delle classiche italiane.
La principale struttura sportiva è lo mwct0stadio Luigi Ferraris, situato nel quartiere di mwct4Marassi e capace di ospitare 33 000 spettatori.cite-ref-145[145]
Il 24 ottobre 2019 Genova è stata designata mwcuqCapitale europea dello sport per il 2024.cite-ref-146[146]
Note
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Voci correlate
• mwebmArea metropolitana di Genova
• mwebkDifesa costiera di Genova
• mwebsFamiglie genovesi
• mweb0Genoa
• mweceGenovesato
• mwecmLiguria
• mwecuMetropolitana di Genova
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Collegamenti esterni
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